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Una paura diffusa tra i proprietari di cani, è rappresentata dai bocconi avvelenati.

Nel 2016, in Italia, i cani avvelenati sono stati 23500, di cui il 30% sono morti tra atroci sofferenze e nei primi tre mesi del 2017 i casi erano già maggiori rispetto all’anno precedente.

Per questo motivo, ho ritenuto utile creare questa “guida” informativa che ti possa eventualmente essere d’aiuto.


I bocconi avvelenati

Per avvelenamento, s’intende un’alterazione del normale equilibrio fisiologico dell’organismo a causa di un contatto, per via respiratoria, cutanea, alimentare, con una sostanza tossica.

Le sostanze più utilizzate per creare bocconi sono rappresentate da veleno per topi o altri tipi di veleno molto pericolosi come metaldeide, stricnina, glicole etilenico (liquido antigelo).

Questi appetibili bocconi, vengono preparati in modo da attirare il tuo animale, utilizzando prosciutto, carne, wurste, ecc e una volta ingeriti, nel giro di poco tempo il veleno contenuto, entra in circolo causando danni; ovviamente ci sono delle variabili, legate alla dose ingerita, alla taglia e alla specie dell’animale, al tipo di veleno e alla tempestività con cui si interviene.


Buone abitudini

Ti consiglio di non allarmarti, ma di seguire queste semplici precauzioni di base: 

  • Osserva bene dove va il tuo cane e poni una particolare attenzione a ciò che potrebbe mettere in bocca.
  • Cerca di educarlo a non prendere cose da terra.


Primo soccorso

C'è un metodo utile che ti consiglio di sapere per salvare la vita del tuo amico, indurre il vomito; ovviamente prendilo in considerazione solo nel caso in cui ti sia reso conto dell’ingestione.

Provocare il vomito nei tempi più rapidi possibili in caso di necessità, è fondamentale, tranne nel caso in cui sia stata ingerita una sostanza caustica (esempio acido muriatico, acido cloridrico ecc) che ripercorrendo nuovamente il tratto creerebbe danni aggiuntivi.


Come indurre il vomito?

Il modo semplice ed efficace che devi usare in caso di urgente bisogno è quello di far ingerire al tuo cane 1-2 cucchiai di acqua ossigenata tramite una siringa privata dell'ago o una soluzione di acqua e sale.Questo provocherà un vomito immediato, così eviterai che il veleno vada in circolo o comunque cercherai di limitare i danni. Successivamente recati comunque dal tuo veterinario.

Quali sono i veleni più utilizzati? Quali sintomi manifestera’ il tuo pet? cosa potresti notare?

La maggior parte delle volte, purtroppo, non si coglie l’animale sul fatto ma a distanza di qualche tempo (variabile da pochi minuti a qualche giorno) potrai notare che il tuo cane ha un problema, quindi è molto importante saper riconoscere i sintomi.

La sostanza più usata, la più facile anche da reperire in commercio, è il veleno per topi (rodenticida, anticoagulante), quest’ ultimo, una volta entrato in circolo provoca emorragie, più o meno gravi a seconda del distretto colpito e della quantità ingerita.

Il principio attivo di questo prodotto, fa sì che il sangue non coaguli, quindi da un semplice prelievo di sangue anche la diagnosi risulta immediata (rimarrà il sangue sempre liquido nella siringa).

I sintomi saranno più o meno chiari e rapidi, a seconda della dose ingerita, e a volte possono comparire anche dopo una settimana.


Tu quindi principalmente potrai notare:

  • stanchezza, apatia
  • respiro affannoso, nel caso di emorragie a livello di apparato respiratorio
  • emorragie manifeste anche verso l’esterno
  • mucose pallide


I sintomi compaiono entro 2-3 ore dall’ingestione:

  • tremori
  • convulsioni
  • pupille dilatate
  • diarrea verdastra
  • respiro affannoso


Sintomi simili, ma più seri, sono associati alla stricnina, veleno diffuso nelle campagne per avvelenare topi, volpi e animali selvatici, che agisce rapidamente provocando:

  • tremori
  • pupille dilatate
  • respiro affannoso
  • rigidità corporea
  • abbondante salivazione
  • blocco respiratorio e morte


Se l’animale supera le prime 24 ore dopo l’ingestione, avrà buone probabilità di sopravvivenza, trattato con i farmaci appropriati.

Ultima sostanza che voglio prendere in considerazione, è il glicole etilenico (liquido antigelo, utilizzato dai meccanici, dagli idraulici, liquido messo nel serbatoio per lavare i cristalli dell’auto), che può essere ingerito accidentalmente, in quanto ha un sapore molto gradevole, dolce, amato dagli animali.


La sintomatologia provocata, può essere divisa in tre fasi:

  • nella prima, viene compromesso il sistema nervoso, dopo circa 30 minuti, l’animale sembra “ubriaco”, ha vomito, nausea, abbondante urinazione, sete, andatura incerta, tremori, convulsioni
  • nella seconda, dopo circa 24 h, iniziano i problemi cardiaci e polmonari, potresti quindi notare l’animale in affanno, con una respirazione difficoltosa
  • fino ad arrivare dopo circa 48 ore, a una seria compromissione renale, con conseguente disidratazione, coma e morte


Anche in quest’ultimo caso è fondamentale la rapidità d’azione, difficilmente si riuscirà a salvare l’animale se il trattamento non s’instaura entro le 12 ore dall’ingestione.

La dose letale per gli animali, varia in base al peso, ma è comunque contenuta, basta pensare che per un gatto sono necessari due cucchiaini da caffè e per un cane di 10 kg sono sufficienti 2 cucchiai di liquido.


Quindi faresti bene a tener presente questi semplici consigli:

  • evita di lasciare incustoditi questi prodotti, contenenti glicole etilenico o eventuali contenitori utilizzati, sporchi
  • evita di far sostare animali all’interno di cantieri, officine, garage… in cui è viene usata questa sostanza per lavorare
  • non far bere il tuo pet da pozze d’acqua che si trovano per strada


Esistono comunque molti altri prodotti pericolosi, io ti ho elencato quelli più comunemente usati nella preparazione di bocconi. 

In ogni caso è comunque molto importante individuare la sostanza in causa e mostrarla al veterinario, per agire nel modo più appropriato. Più dati avrà a disposizione, più possibilità avrai di salvare il tuo amico. 

E’ sempre doveroso segnalare la presenza di esche avvelenate alle forze dell’ordine, in quanto pericolose sia per i nostri animali che per i bambini e fonte di inquinamento ambientale.

Non dimentichiamoci inoltre che l’uso inappropriato di sostanze pericolose, rappresenta un reato punibile per legge con pesanti sanzioni fino alla reclusione.

Con questa breve guida, spero di averti fornito delle notizie utili sul tema bocconi avvelenati!

Al prossimo appuntamento!

 

Bocconi avvelenati: come salvare il tuo cane


Una paura diffusa tra i proprietari di cani, è rappresentata dai bocconi avvelenati.

Nel 2016, in Italia, i cani avvelenati sono stati 23500, di cui il 30% sono morti tra atroci sofferenze e nei primi tre mesi del 2017 i casi erano già maggiori rispetto all’anno precedente.

Per questo motivo, ho ritenuto utile creare questa “guida” informativa che ti possa eventualmente essere d’aiuto.


I bocconi avvelenati

Per avvelenamento, s’intende un’alterazione del normale equilibrio fisiologico dell’organismo a causa di un contatto, per via respiratoria, cutanea, alimentare, con una sostanza tossica.

Le sostanze più utilizzate per creare bocconi sono rappresentate da veleno per topi o altri tipi di veleno molto pericolosi come metaldeide, stricnina, glicole etilenico (liquido antigelo).

Questi appetibili bocconi, vengono preparati in modo da attirare il tuo animale, utilizzando prosciutto, carne, wurste, ecc e una volta ingeriti, nel giro di poco tempo il veleno contenuto, entra in circolo causando danni; ovviamente ci sono delle variabili, legate alla dose ingerita, alla taglia e alla specie dell’animale, al tipo di veleno e alla tempestività con cui si interviene.


Buone abitudini

Ti consiglio di non allarmarti, ma di seguire queste semplici precauzioni di base: 

  • Osserva bene dove va il tuo cane e poni una particolare attenzione a ciò che potrebbe mettere in bocca.
  • Cerca di educarlo a non prendere cose da terra.


Primo soccorso

C'è un metodo utile che ti consiglio di sapere per salvare la vita del tuo amico, indurre il vomito; ovviamente prendilo in considerazione solo nel caso in cui ti sia reso conto dell’ingestione.

Provocare il vomito nei tempi più rapidi possibili in caso di necessità, è fondamentale, tranne nel caso in cui sia stata ingerita una sostanza caustica (esempio acido muriatico, acido cloridrico ecc) che ripercorrendo nuovamente il tratto creerebbe danni aggiuntivi.


Come indurre il vomito?

Il modo semplice ed efficace che devi usare in caso di urgente bisogno è quello di far ingerire al tuo cane 1-2 cucchiai di acqua ossigenata tramite una siringa privata dell'ago o una soluzione di acqua e sale.Questo provocherà un vomito immediato, così eviterai che il veleno vada in circolo o comunque cercherai di limitare i danni. Successivamente recati comunque dal tuo veterinario.

Quali sono i veleni più utilizzati? Quali sintomi manifestera’ il tuo pet? cosa potresti notare?

La maggior parte delle volte, purtroppo, non si coglie l’animale sul fatto ma a distanza di qualche tempo (variabile da pochi minuti a qualche giorno) potrai notare che il tuo cane ha un problema, quindi è molto importante saper riconoscere i sintomi.

La sostanza più usata, la più facile anche da reperire in commercio, è il veleno per topi (rodenticida, anticoagulante), quest’ ultimo, una volta entrato in circolo provoca emorragie, più o meno gravi a seconda del distretto colpito e della quantità ingerita.

Il principio attivo di questo prodotto, fa sì che il sangue non coaguli, quindi da un semplice prelievo di sangue anche la diagnosi risulta immediata (rimarrà il sangue sempre liquido nella siringa).

I sintomi saranno più o meno chiari e rapidi, a seconda della dose ingerita, e a volte possono comparire anche dopo una settimana.


Tu quindi principalmente potrai notare:

  • stanchezza, apatia
  • respiro affannoso, nel caso di emorragie a livello di apparato respiratorio
  • emorragie manifeste anche verso l’esterno
  • mucose pallide


I sintomi compaiono entro 2-3 ore dall’ingestione:

  • tremori
  • convulsioni
  • pupille dilatate
  • diarrea verdastra
  • respiro affannoso


Sintomi simili, ma più seri, sono associati alla stricnina, veleno diffuso nelle campagne per avvelenare topi, volpi e animali selvatici, che agisce rapidamente provocando:

  • tremori
  • pupille dilatate
  • respiro affannoso
  • rigidità corporea
  • abbondante salivazione
  • blocco respiratorio e morte


Se l’animale supera le prime 24 ore dopo l’ingestione, avrà buone probabilità di sopravvivenza, trattato con i farmaci appropriati.

Ultima sostanza che voglio prendere in considerazione, è il glicole etilenico (liquido antigelo, utilizzato dai meccanici, dagli idraulici, liquido messo nel serbatoio per lavare i cristalli dell’auto), che può essere ingerito accidentalmente, in quanto ha un sapore molto gradevole, dolce, amato dagli animali.


La sintomatologia provocata, può essere divisa in tre fasi:

  • nella prima, viene compromesso il sistema nervoso, dopo circa 30 minuti, l’animale sembra “ubriaco”, ha vomito, nausea, abbondante urinazione, sete, andatura incerta, tremori, convulsioni
  • nella seconda, dopo circa 24 h, iniziano i problemi cardiaci e polmonari, potresti quindi notare l’animale in affanno, con una respirazione difficoltosa
  • fino ad arrivare dopo circa 48 ore, a una seria compromissione renale, con conseguente disidratazione, coma e morte


Anche in quest’ultimo caso è fondamentale la rapidità d’azione, difficilmente si riuscirà a salvare l’animale se il trattamento non s’instaura entro le 12 ore dall’ingestione.

La dose letale per gli animali, varia in base al peso, ma è comunque contenuta, basta pensare che per un gatto sono necessari due cucchiaini da caffè e per un cane di 10 kg sono sufficienti 2 cucchiai di liquido.


Quindi faresti bene a tener presente questi semplici consigli:

  • evita di lasciare incustoditi questi prodotti, contenenti glicole etilenico o eventuali contenitori utilizzati, sporchi
  • evita di far sostare animali all’interno di cantieri, officine, garage… in cui è viene usata questa sostanza per lavorare
  • non far bere il tuo pet da pozze d’acqua che si trovano per strada


Esistono comunque molti altri prodotti pericolosi, io ti ho elencato quelli più comunemente usati nella preparazione di bocconi. 

In ogni caso è comunque molto importante individuare la sostanza in causa e mostrarla al veterinario, per agire nel modo più appropriato. Più dati avrà a disposizione, più possibilità avrai di salvare il tuo amico. 

E’ sempre doveroso segnalare la presenza di esche avvelenate alle forze dell’ordine, in quanto pericolose sia per i nostri animali che per i bambini e fonte di inquinamento ambientale.

Non dimentichiamoci inoltre che l’uso inappropriato di sostanze pericolose, rappresenta un reato punibile per legge con pesanti sanzioni fino alla reclusione.

Con questa breve guida, spero di averti fornito delle notizie utili sul tema bocconi avvelenati!

Al prossimo appuntamento!

 


Ciao! Benvenuto ad un altro dei nostri appuntamenti!

Ho deciso di trattare questo argomento in quanto nella pratica ambulatoriale è un’evenienza molto frequente, spero ti sia utile!


Il forasacco.


Il forasacco, è una spiga selvatica di piccole dimensioni, appartenente alla famiglia delle Graminacee, l’avena sativa e l’orzo murino fanno parte di questo gruppo. Nella stagione primavera-estate è molto diffuso nelle aiuole, nei campi e nei prati e quando giunge a maturazione, secca e assume un colore che va dal giallo al marroncino, rappresentando una vera e propria minaccia per il tuo animale.

 

Perché sono così temute?

La spiga, ha una forma caratteristica a lancia e una superficie zigrinata, ispida, dentellata percettibile al tatto che dà loro la capacità di “camminare” tra il pelo, soprattutto quando è fitto, lungo o infeltrito, fino ad arrivare in caso di permanenza, a perforare la cute.

In quest’ultimo caso, si creano dei veri e propri tragitti fistolosi e la loro lenta progressione, procede sempre in avanti, a causa della loro struttura, senza mai determinare una fuoriuscita spontanea.


Quali distretti interessa più comunemente.

Diverse volte, nella mia esperienza lavorativa sul campo, è capitato di trovarmi davanti un cane con un forasacco penetrato in una narice, che starnutiva ripetutamente e aveva sanguinamento.

In questo caso, l’estrazione della spiga avviene quasi sempre con l’animale in anestesia generale tramite un’endoscopia, prima che si arrivi ad avere un danno troppo grave (come l’arrivo del corpo estraneo al tessuto polmonare).

Come vedi, la procedura è impegnativa, costosa e con alcuni rischi correlati, ma fortunatamente la maggior parte delle volte il corpo estraneo esce tramite lo starnuto senza dover arrivare a tutto questo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, invece il sito interessato è lo spazio interdigitale, in quanto il forasacco nella passeggiata si infila facilmente in questa zona.

Se si agirà tempestivamente e avremo fortuna, in quest’eventualità, la spiga verrà estratta con un’apposita pinzetta, da parte del veterinario anche con l’animale non sedato, se quest’ultimo collaborerà.

Se la rimozione non sarà precoce, il forasacco invece potrà arrivare a perforare la cute, creando un tragitto fistoloso, con ascesso, dolore e disagio per l’animale e nel caso di risalita lungo il canale tendineo, la procedura sarà più complessa, si tratterà di un intervento vero e proprio.

Altro sito comune, è il condotto auricolare, soprattutto per le razze che non hanno le orecchie pendule e per quelle da caccia. 

Anche qui se preso in tempo, la rimozione sarà rapida e indolore, ma se il forasacco si sarà approfondato ci troveremo davanti un’otite purulenta, dolorosa e pericolosa nel caso in cui il timpano fosse perforato, che richiederà per la rimozione un’anestesia totale e una cura antibiotica successiva lunga.

Il fastidio sarà notevole, nel caso in cui il distretto interessato sia l’occhio; il veterinario, dopo aver applicato una goccia di anestetico locale, estrarrà il corpo estraneo che potrà aver causato da una semplice irritazione a un’ulcera vera e propria, a seconda del tempo di permanenza. 

Anche in quest’ultimo caso, le terapie antibiotiche secondarie sono necessarie per evitare pericolose infezioni che potrebbero danneggiare ulteriormente l’occhio o diffondersi sistemicamente.


Quali sintomi manifesterà il tuo amico a quattro zampe?

A seconda del distretto colpito potrai notare che il tuo cane:

  • Si leccherà continuamente una zona, che potrà risultare gonfia e arrossata
  • Starnutirà ripetutamente fino a 10-15 volte, talvolta anche con sanguinamento dalla narice interessata dal forasacco
  • Scrollerà ripetutamente la testa, per il fastidio all’interno dell’orecchio
  • Potrà presentare abbondante lacrimazione dall’occhio che verrà tenuto chiuso o semi-chiuso

Sarà il veterinario a valutare la gravità della situazione e a intervenire nel modo più appropriato.


Come puoi evitare questi spiacevoli inconvenienti?

Intervenire tempestivamente è fondamentale:

  • controlla minuziosamente dopo la passeggiata il pelo del tuo cane, gli spazi interdigitali, le zone ascellari, inguinali, perineali (sotto la coda) e le orecchie, ovviamente queste ultime insieme agli occhi sono le zone più pericolose e dove si possono verificare i danni maggiori
  • evita le zone infestate durante le passeggiate e tieni pulito il tuo giardino
  • elimina tutte le spighe che individui sul tuo animale, prima che “camminino”

Così facendo eviterai i danni più gravi e renderai le passeggiate con il tuo fedele compagno libere dal pericolo forasacco!


Alla nostra prossima rubrica! Spero che tutto ciò ti sia stato utile.

Forasacco, un pericolo per il tuo cane


Ciao! Benvenuto ad un altro dei nostri appuntamenti!

Ho deciso di trattare questo argomento in quanto nella pratica ambulatoriale è un’evenienza molto frequente, spero ti sia utile!


Il forasacco.


Il forasacco, è una spiga selvatica di piccole dimensioni, appartenente alla famiglia delle Graminacee, l’avena sativa e l’orzo murino fanno parte di questo gruppo. Nella stagione primavera-estate è molto diffuso nelle aiuole, nei campi e nei prati e quando giunge a maturazione, secca e assume un colore che va dal giallo al marroncino, rappresentando una vera e propria minaccia per il tuo animale.

 

Perché sono così temute?

La spiga, ha una forma caratteristica a lancia e una superficie zigrinata, ispida, dentellata percettibile al tatto che dà loro la capacità di “camminare” tra il pelo, soprattutto quando è fitto, lungo o infeltrito, fino ad arrivare in caso di permanenza, a perforare la cute.

In quest’ultimo caso, si creano dei veri e propri tragitti fistolosi e la loro lenta progressione, procede sempre in avanti, a causa della loro struttura, senza mai determinare una fuoriuscita spontanea.


Quali distretti interessa più comunemente.

Diverse volte, nella mia esperienza lavorativa sul campo, è capitato di trovarmi davanti un cane con un forasacco penetrato in una narice, che starnutiva ripetutamente e aveva sanguinamento.

In questo caso, l’estrazione della spiga avviene quasi sempre con l’animale in anestesia generale tramite un’endoscopia, prima che si arrivi ad avere un danno troppo grave (come l’arrivo del corpo estraneo al tessuto polmonare).

Come vedi, la procedura è impegnativa, costosa e con alcuni rischi correlati, ma fortunatamente la maggior parte delle volte il corpo estraneo esce tramite lo starnuto senza dover arrivare a tutto questo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, invece il sito interessato è lo spazio interdigitale, in quanto il forasacco nella passeggiata si infila facilmente in questa zona.

Se si agirà tempestivamente e avremo fortuna, in quest’eventualità, la spiga verrà estratta con un’apposita pinzetta, da parte del veterinario anche con l’animale non sedato, se quest’ultimo collaborerà.

Se la rimozione non sarà precoce, il forasacco invece potrà arrivare a perforare la cute, creando un tragitto fistoloso, con ascesso, dolore e disagio per l’animale e nel caso di risalita lungo il canale tendineo, la procedura sarà più complessa, si tratterà di un intervento vero e proprio.

Altro sito comune, è il condotto auricolare, soprattutto per le razze che non hanno le orecchie pendule e per quelle da caccia. 

Anche qui se preso in tempo, la rimozione sarà rapida e indolore, ma se il forasacco si sarà approfondato ci troveremo davanti un’otite purulenta, dolorosa e pericolosa nel caso in cui il timpano fosse perforato, che richiederà per la rimozione un’anestesia totale e una cura antibiotica successiva lunga.

Il fastidio sarà notevole, nel caso in cui il distretto interessato sia l’occhio; il veterinario, dopo aver applicato una goccia di anestetico locale, estrarrà il corpo estraneo che potrà aver causato da una semplice irritazione a un’ulcera vera e propria, a seconda del tempo di permanenza. 

Anche in quest’ultimo caso, le terapie antibiotiche secondarie sono necessarie per evitare pericolose infezioni che potrebbero danneggiare ulteriormente l’occhio o diffondersi sistemicamente.


Quali sintomi manifesterà il tuo amico a quattro zampe?

A seconda del distretto colpito potrai notare che il tuo cane:

  • Si leccherà continuamente una zona, che potrà risultare gonfia e arrossata
  • Starnutirà ripetutamente fino a 10-15 volte, talvolta anche con sanguinamento dalla narice interessata dal forasacco
  • Scrollerà ripetutamente la testa, per il fastidio all’interno dell’orecchio
  • Potrà presentare abbondante lacrimazione dall’occhio che verrà tenuto chiuso o semi-chiuso

Sarà il veterinario a valutare la gravità della situazione e a intervenire nel modo più appropriato.


Come puoi evitare questi spiacevoli inconvenienti?

Intervenire tempestivamente è fondamentale:

  • controlla minuziosamente dopo la passeggiata il pelo del tuo cane, gli spazi interdigitali, le zone ascellari, inguinali, perineali (sotto la coda) e le orecchie, ovviamente queste ultime insieme agli occhi sono le zone più pericolose e dove si possono verificare i danni maggiori
  • evita le zone infestate durante le passeggiate e tieni pulito il tuo giardino
  • elimina tutte le spighe che individui sul tuo animale, prima che “camminino”

Così facendo eviterai i danni più gravi e renderai le passeggiate con il tuo fedele compagno libere dal pericolo forasacco!


Alla nostra prossima rubrica! Spero che tutto ciò ti sia stato utile.

Un gatto in arrivo.

L’arrivo di un gatto nella tua casa garantisce tanto divertimento, coccole e continue fusa.

Tra il sistemare tutti i nuovi oggetti acquistati per il nuovo arrivato e la tentazione continua di scattargli foto dovresti dedicare qualche minuto alla scelta di un nome adatto al pelosetto.

Internet è pieno di suggerimenti a riguardo, ma scegliere tra centinaia di migliaia di nomi per gatti potrebbe risultare lungo, noioso e poco utile.

Per fortuna sono qui per aiutarti! Nella mia vita ho adottato così tanti gatti che potrei quasi definirmi esperta nella scelta dei nomi! In questo articolo troverai una lista di nomi per gatti più popolari insieme a qualche suggerimento meno tradizionale, ma ancora più originale!

 

Scegliere nel modo migliore

Molte persone considerano molto facile la scelta del nome del gatto perchè sono convinti che lui non imparerà mai a riconoscerlo e anche se impara a riconoscersi in quel nome non risponderà quasi mai. Questa convinzione è totalmente falsa: i gatti imparano il loro nome e rispondono se chiamati così. Sono sicuramente molto più testardi dei cani e la maggior parte delle volte impareranno a rispondere solo se associano il loro nome a qualcosa di piacevole.

Prima di partire con i suggerimenti, però, bisogna precisare alcuni punti chiave nella ricerca del nome per il gatto.

Lunghezza del nome. Sono assolutamente da evitare i nomi per gatti troppo lunghi salvo il caso in cui nella praticità di tutti i giorni si userebbe la versione abbreviata. I gatti non percepiscono le parole come noi, loro imparano il suono nel complesso di conseguenza un nome corto diventa essenziale.

Aspettare di conoscere il gatto. Lo so, una volta che ricevi la dolce notizia del nuovo arrivo in famiglia non puoi fare a meno di stilare una lista di possibili bellissimi nomi per gatti, ma non funziona proprio così nella realtà. A volte basta uno sguardo e sai che non puoi più chiamarlo “Principe”, ma “Pasticcione”. Ricordati che dei gatti con caratteristiche diverse ti potrebbero ispirare nomi diversi.

Non fraintendibili. Il nome scelto non deve coincidere con i nomi di altri membri familiari, animali domestici già in casa compresi. Non solo confonderesti il gatto, ma mostreresti poco rispetto nei suoi confronti visto che tutti meritano un nome proprio e originale. Evita anche di scegliere un nome simile alle parole d’ordine come “Vieni”, “No”, “Pappa” ecc.

Includi la famiglia. Non dimenticare di includere l’intera famiglia nella scelta del nome per il gatto! Non si sa mai, i più piccoli potrebbero fare delle proposte molto originali.

   

Nomi per gatti maschi:

Alex - Charlie - Coco - Cosmo - Felix - Figaro - Fluffy - Gatsby - Harry - Jack - Jasper - Julius - Leo - Lucky - Luigi - Max - Micio - Milo - Oliver - Oreo - Oscar - Rocky - Romeo - Sammy - Shadow - Simon - Sonny - Tiger - Toby - Tom

 

Nomi per gatti femmina:

Alice - Bella - Briciola - Chloe - Daisy - Eve - Fiona - Kiki - Kitty - Lady - Lilly - Lisa - Lola - Lucy - Luna - Mia - Mina - Molly - Nala - Pallina - Pearl -Princess - Rose - Ruby - Sissy - Stella - Susi - Trilly - Xena - Zelda

 

Nomi per gatti particolari

Se sei arrivato qui e non hai ancora trovato niente che si addice al tuo gatto ho preparato per te altre liste curiose e particolari.

Nomi di alcune divinità per gatti:

Zeus - Thor - Ade - Atena - Era - Afrodite - Freya - Loki - Odino - Anubi - Amon - Ra - Horus

Nomi dei personaggi dei cartoni animati per gatti:

Minni - Aurora - Bambi - Bolt - Elsa - Shang - Lilli - Olaf - Simba - Tarzan - Mushu - Lilo - Baymax

Nomi russi per gatti:

Igor - Boris - Ivan - Lev - Sasha - Nikita - Katia - Alina - Vera - Misha - Yuri

Nomi giapponesi per gatti:

Akira - Neko - Sakura - Yuki - Sue - Midori - Ren - Taro - Ichi - Jou

Nomi di personaggi televisivi per gatti:

Homer - Spock - Buffy - Kermit - Dean - Spike - Arya - Joker - Xena - Sherlock

 

Io ti ho lasciato un po’ di suggerimenti, ora tocca a te. Ricordati che l’unico limite è la tua fantasia! 

Hai trovato il nome perfetto? Fammi sapere nei commenti qual è :)

 

Nomi per gatti: idee originali e popolari

Un gatto in arrivo.

L’arrivo di un gatto nella tua casa garantisce tanto divertimento, coccole e continue fusa.

Tra il sistemare tutti i nuovi oggetti acquistati per il nuovo arrivato e la tentazione continua di scattargli foto dovresti dedicare qualche minuto alla scelta di un nome adatto al pelosetto.

Internet è pieno di suggerimenti a riguardo, ma scegliere tra centinaia di migliaia di nomi per gatti potrebbe risultare lungo, noioso e poco utile.

Per fortuna sono qui per aiutarti! Nella mia vita ho adottato così tanti gatti che potrei quasi definirmi esperta nella scelta dei nomi! In questo articolo troverai una lista di nomi per gatti più popolari insieme a qualche suggerimento meno tradizionale, ma ancora più originale!

 

Scegliere nel modo migliore

Molte persone considerano molto facile la scelta del nome del gatto perchè sono convinti che lui non imparerà mai a riconoscerlo e anche se impara a riconoscersi in quel nome non risponderà quasi mai. Questa convinzione è totalmente falsa: i gatti imparano il loro nome e rispondono se chiamati così. Sono sicuramente molto più testardi dei cani e la maggior parte delle volte impareranno a rispondere solo se associano il loro nome a qualcosa di piacevole.

Prima di partire con i suggerimenti, però, bisogna precisare alcuni punti chiave nella ricerca del nome per il gatto.

Lunghezza del nome. Sono assolutamente da evitare i nomi per gatti troppo lunghi salvo il caso in cui nella praticità di tutti i giorni si userebbe la versione abbreviata. I gatti non percepiscono le parole come noi, loro imparano il suono nel complesso di conseguenza un nome corto diventa essenziale.

Aspettare di conoscere il gatto. Lo so, una volta che ricevi la dolce notizia del nuovo arrivo in famiglia non puoi fare a meno di stilare una lista di possibili bellissimi nomi per gatti, ma non funziona proprio così nella realtà. A volte basta uno sguardo e sai che non puoi più chiamarlo “Principe”, ma “Pasticcione”. Ricordati che dei gatti con caratteristiche diverse ti potrebbero ispirare nomi diversi.

Non fraintendibili. Il nome scelto non deve coincidere con i nomi di altri membri familiari, animali domestici già in casa compresi. Non solo confonderesti il gatto, ma mostreresti poco rispetto nei suoi confronti visto che tutti meritano un nome proprio e originale. Evita anche di scegliere un nome simile alle parole d’ordine come “Vieni”, “No”, “Pappa” ecc.

Includi la famiglia. Non dimenticare di includere l’intera famiglia nella scelta del nome per il gatto! Non si sa mai, i più piccoli potrebbero fare delle proposte molto originali.

   

Nomi per gatti maschi:

Alex - Charlie - Coco - Cosmo - Felix - Figaro - Fluffy - Gatsby - Harry - Jack - Jasper - Julius - Leo - Lucky - Luigi - Max - Micio - Milo - Oliver - Oreo - Oscar - Rocky - Romeo - Sammy - Shadow - Simon - Sonny - Tiger - Toby - Tom

 

Nomi per gatti femmina:

Alice - Bella - Briciola - Chloe - Daisy - Eve - Fiona - Kiki - Kitty - Lady - Lilly - Lisa - Lola - Lucy - Luna - Mia - Mina - Molly - Nala - Pallina - Pearl -Princess - Rose - Ruby - Sissy - Stella - Susi - Trilly - Xena - Zelda

 

Nomi per gatti particolari

Se sei arrivato qui e non hai ancora trovato niente che si addice al tuo gatto ho preparato per te altre liste curiose e particolari.

Nomi di alcune divinità per gatti:

Zeus - Thor - Ade - Atena - Era - Afrodite - Freya - Loki - Odino - Anubi - Amon - Ra - Horus

Nomi dei personaggi dei cartoni animati per gatti:

Minni - Aurora - Bambi - Bolt - Elsa - Shang - Lilli - Olaf - Simba - Tarzan - Mushu - Lilo - Baymax

Nomi russi per gatti:

Igor - Boris - Ivan - Lev - Sasha - Nikita - Katia - Alina - Vera - Misha - Yuri

Nomi giapponesi per gatti:

Akira - Neko - Sakura - Yuki - Sue - Midori - Ren - Taro - Ichi - Jou

Nomi di personaggi televisivi per gatti:

Homer - Spock - Buffy - Kermit - Dean - Spike - Arya - Joker - Xena - Sherlock

 

Io ti ho lasciato un po’ di suggerimenti, ora tocca a te. Ricordati che l’unico limite è la tua fantasia! 

Hai trovato il nome perfetto? Fammi sapere nei commenti qual è :)

 

Gli antiparassitari in commercio sono moltissimi, per questo non è facile scegliere quello giusto, li troverai nelle farmacie, nei negozi specializzati e negli studi veterinari, voglio aiutarti a non commettere errori.

I parassiti che possono infestare cani e gatti sono molti e con conseguenze di diverso genere, dal semplice prurito alla trasmissione di malattie gravi e serie.

La miglior cura che ti consiglio è la prevenzione, quindi nel periodo compreso tra fine marzo e fine ottobre l’antiparassitario è fondamentale per la protezione del tuo amico a quattro zampe.

 

CHE PRODOTTO USARE?

Oltre all’indicazione del parassita anche la formulazione è importante. In commercio troverai pipette, collari, spray, shampoo e polveri. Vediamole in dettaglio.

  • Pipette (spot-on): sono attive su pulci, zecche e pidocchi, alcune anche su zanzare, flebotomi e mosca cavallina per un periodo che copre 3-4 settimane a seconda della marca. Si applicano facilmente nella zona tra le scapole, dove non riuscirà a leccarsi, e importante è che l’applicazione venga effettuata sulla cute e non sul pelo.
  • Collari: rilasciano lentamente una sostanza tossica attiva su pulci, zecche e alcuni anche su zanzare e flebotomi, per un tempo di mesi a seconda della marca. Altri invece rilasciano sulla cute una tossina in grado di uccidere la pulce che tenterà di mordere l’animale. Il loro limite è dato dal fatto che proteggono bene la zona vicina al collare (testa e collo) e sono meno efficaci invece nelle zone più lontane (zampe e busto).E’importante scegliere il prodotto in base alla dimensione del proprio animale e toglierlo nell’immediato, nel caso in cui dovessi notare un’irritazione della pelle nella zona di applicazione.
  • Shampoo: è perfetto per la rimozione dei parassiti adulti; la tipologia di prodotto (basso tempo di contatto e risciacquo), abbassa il rischio di tossicità ma ovviamente lo rende poco efficace dal proteggere nel tempo dalle infestazioni, non si va oltre qualche settimana a seconda delle abitudini dell’animale (dove vive, quanto si bagna…). E’ molto importante la modalità d’impiego; devi iniziare ad applicare il prodotto partendo dal collo, in modo da creare un ostacolo alle pulci, per non farle annidare nelle zone dietro alle orecchie. Poi procederai lungo il corpo, insistendo in particolare nelle zone in cui l’animale si gratta e infine procederai ad un accurato risciacquo. Molti shampoo in commercio sono prodotti cosmetici, in quanto contengono solo olii essenziali e ingredienti detergenti, elencati nel cosiddetto INCI (elenco ingredienti) e non svolgono quindi nessun’azione mirata sui parassiti. Quelli invece efficaci per debellare i parassiti, contengono dei principi attivi biocidi (in grado di eliminare microrganismi) che compaiono elencati con tanto di autorizzazione ministeriale (AIC n°…).
  • Spray e polvere: questi prodotti sono molto utili per disinfestare gli ambienti (tappeti, cucce…) da pulci e pidocchi e la loro azione dura da qualche settimana a qualche mese, a seconda della marca usata. Il loro uso sull’animale è invece scomodo, in quanto è difficile distribuire bene il prodotto e inoltre si ha un alto rischio di inalazione e ingestione.

 

COME FUNZIONA UN ANTIPARASSITARIO?

Esistono 3 famiglie di principi attivi, ognuno adatto a parassiti differenti o a specie differenti:

  • Fipronil: è il principio attivo alla base di prodotti come Flevox o del primo Frontline, agisce repellendo i parassiti adulti di zecche, pulci e pidocchi in tempi rapidi ( 24h per le pulci e 48h per le zecche) ma non uccide uova e larve. La durata della protezione è ampia: 30 giorni per le zecche e 90 giorni per pulci e pidocchi.
  • Fipronil + S-methoprene: è il principio attivo del Frontline Combo che, come sopra ha la stessa soglia di protezione. La differenza con il precedente è data dalla presenza del S-methoprene che agisce anche sulle uova, inibendo così lo sviluppo conseguente delle larve. L’azione sarà indiretta anche sull’ambiente, prevenendo la re-infestazione per almeno 8 settimane.
  • Permetrina: è il principio attivo delle pipette di Exspot, indicato per il trattamento dei principali parassiti esterni del cane (pulci, pidocchi, zecche e zanzare). Va applicato esclusivamente ai cani e a i cuccioli a partire dalle 2 settimane. Attenzione!!! E' tossico per il gatto.
  • Fipronil + Permetrina: quest'ultima altamente tossica per i gatti, è alla base degli antiparassitari per cani Frontline Tri-Act e di Virbac Effitix.
  • Imidacloprid: è l'unico principio attivo di Advantage, antiparassitario repellente per gatti in spot-on per gatti e conigli. Utile anche in caso di dermatite allergica da pulci.
  • Imidacloprid + Permetrina: è contenuto nei prodotti Advantix, da utilizzare solo per la protezione dei cani. Agisce rapidamente, in 24 ore, uccidendo le forme adulte, ha un effetto repellente fino ad esaurimento del principio. Resistente all'acqua e con validità 30 giorni.
  • Imidacloprid + Flumetrina: è la combinazione di principi attivi del collare Seresto per cani, ha un effetto anche su flebotomi, mosche, zanzare, pulci, zecche e pidocchi. Ideale per la protezione del proprio amico a 4 zampe anche contro la Leishmaniosi, offre protezione fino a 6 mesi se usato correttamente.
  • Deltametrina: è il principio attivo del collare antiparassitario per cani ScaliborLa deltametrina agisce rapidamente a contatto con il parassita. Può essere utilizzata in abbinamento al fipronil e svolge effetti multipli:

      Effetto repellente: le zanzare tendono a non avvicinarsi all'ospite.

      Effetto knock - down: gli insetti che riescono a raggiungere l 'ospite sono colpiti da incoordinazione motoria.

      Effetto anti-feeding: i segni neurologici ne impediscono l’alimentazione.

      Effetto letale: il parassita viene ucciso.

 

I RIMEDI NATURALI, FUNZIONANO?

Oggi giorno in commercio si trova una grande varietà di antiparassitari naturali. Esistono molti olii essenziali con proprietà repellenti (timo, eucalipto, citronella, geranio…), ma ricordati che non sempre tutto ciò che è naturale è privo di rischio e pericolo e ad oggi non ci sono studi che ne documentino l’efficacia sui parassiti e la sicurezza per la salute dei nostri pet. Uno dei prodotti “top” del momento è rappresentato dall’olio di Neem, al quale sono attribuite molteplici proprietà tra cui, in campo veterinario, una valida azione antiparassitaria e repellente per zanzare, flebotomi, pulci, zecche e pidocchi. Può essere usata, in preparazioni spray da nebulizzare, pura o aggiunta a shampoo.

Il limite di cui però devi tener conto è che, se l'antiparassitario chimico ha un effetto "immediato e duraturo", i prodotti naturali non sono così rapidi.Questi ultimi devono essere considerati sinergici, ovvero la loro azione per essere completa deve essere unita all’azione di altri antiparassitari.

La maggior parte di questi prodotti farà parte, come detto già in precedenza di prodotti cosmetici (avrà elenco degli ingredienti, INCI), riporteranno la scritta repellente, scudo repellente, allontana insetti… ma non conterranno nessun principio attivo efficace autorizzato dal ministero. E’importante leggere sempre bene le etichette, secondo queste nozioni, per scegliere il prodotto più adatto alla tua esigenza.

 

COME USARE GLI ANTIPARASSITARI??

Viste le loro caratteristiche, non possiamo aspettarci che questi prodotti siano innocui! Ecco quindi alcuni consigli per utilizzarli al meglio:

  •       Usa sempre il dosaggio in base al peso preciso del tuo animale
  •       Segui le modalità di utilizzo riportate in etichetta
  •       Fai attenzione a non usare prodotti per cani su altre specie e viceversa. Alcuni possono essere addirittura fatali se usati per esempio sul gatto!
  •       Non usarli mai su un soggetto malato o debilitato, chiedi prima consiglio al tuo veterinario
  •       Non utilizzare contemporaneamente diversi prodotti che altrimenti sommano la loro tossicità (esempio shampoo e collare)
  •       Arieggia l’ambiente dopo l’uso di queste sostanze
  •       Tienili fuori dalla portata dei bambini e fai attenzione al contatto col prodotto se appena somministrato all’animale
  •       Segui sempre bene le istruzioni di somministrazione, evita il contatto, usa i guanti, non inalare…
  •       Quando spruzzi il prodotto nell’ambiente, copri eventuali terrari, acquari per evitarne la contaminazione.

 

LA CLASSIFICA DEI 3 MIGLIORI ANTIPARASSITARI.

Secondo un test effettuato da Altroconsumo su 14 prodotti i 3 migliori antiparassitari, in base ad un rapporto qualità, efficacia e prezzo sono risultati essere:

 

I test non sono stati effettuati direttamente sugli animali ma si sono basati su studi e bibliografie esistenti. Questa scelta è stata attuata per evitare di dover trattare cani e gatti contaminati volontariamente.

 

Ora hai acquisito tutte le nozioni fondamentali per acquistare un buon antiparassitario. Spero di esserti stata utile.

Al prossimo appuntamento!

Antiparassitari, come fare la scelta giusta

Gli antiparassitari in commercio sono moltissimi, per questo non è facile scegliere quello giusto, li troverai nelle farmacie, nei negozi specializzati e negli studi veterinari, voglio aiutarti a non commettere errori.

I parassiti che possono infestare cani e gatti sono molti e con conseguenze di diverso genere, dal semplice prurito alla trasmissione di malattie gravi e serie.

La miglior cura che ti consiglio è la prevenzione, quindi nel periodo compreso tra fine marzo e fine ottobre l’antiparassitario è fondamentale per la protezione del tuo amico a quattro zampe.

 

CHE PRODOTTO USARE?

Oltre all’indicazione del parassita anche la formulazione è importante. In commercio troverai pipette, collari, spray, shampoo e polveri. Vediamole in dettaglio.

  • Pipette (spot-on): sono attive su pulci, zecche e pidocchi, alcune anche su zanzare, flebotomi e mosca cavallina per un periodo che copre 3-4 settimane a seconda della marca. Si applicano facilmente nella zona tra le scapole, dove non riuscirà a leccarsi, e importante è che l’applicazione venga effettuata sulla cute e non sul pelo.
  • Collari: rilasciano lentamente una sostanza tossica attiva su pulci, zecche e alcuni anche su zanzare e flebotomi, per un tempo di mesi a seconda della marca. Altri invece rilasciano sulla cute una tossina in grado di uccidere la pulce che tenterà di mordere l’animale. Il loro limite è dato dal fatto che proteggono bene la zona vicina al collare (testa e collo) e sono meno efficaci invece nelle zone più lontane (zampe e busto).E’importante scegliere il prodotto in base alla dimensione del proprio animale e toglierlo nell’immediato, nel caso in cui dovessi notare un’irritazione della pelle nella zona di applicazione.
  • Shampoo: è perfetto per la rimozione dei parassiti adulti; la tipologia di prodotto (basso tempo di contatto e risciacquo), abbassa il rischio di tossicità ma ovviamente lo rende poco efficace dal proteggere nel tempo dalle infestazioni, non si va oltre qualche settimana a seconda delle abitudini dell’animale (dove vive, quanto si bagna…). E’ molto importante la modalità d’impiego; devi iniziare ad applicare il prodotto partendo dal collo, in modo da creare un ostacolo alle pulci, per non farle annidare nelle zone dietro alle orecchie. Poi procederai lungo il corpo, insistendo in particolare nelle zone in cui l’animale si gratta e infine procederai ad un accurato risciacquo. Molti shampoo in commercio sono prodotti cosmetici, in quanto contengono solo olii essenziali e ingredienti detergenti, elencati nel cosiddetto INCI (elenco ingredienti) e non svolgono quindi nessun’azione mirata sui parassiti. Quelli invece efficaci per debellare i parassiti, contengono dei principi attivi biocidi (in grado di eliminare microrganismi) che compaiono elencati con tanto di autorizzazione ministeriale (AIC n°…).
  • Spray e polvere: questi prodotti sono molto utili per disinfestare gli ambienti (tappeti, cucce…) da pulci e pidocchi e la loro azione dura da qualche settimana a qualche mese, a seconda della marca usata. Il loro uso sull’animale è invece scomodo, in quanto è difficile distribuire bene il prodotto e inoltre si ha un alto rischio di inalazione e ingestione.

 

COME FUNZIONA UN ANTIPARASSITARIO?

Esistono 3 famiglie di principi attivi, ognuno adatto a parassiti differenti o a specie differenti:

  • Fipronil: è il principio attivo alla base di prodotti come Flevox o del primo Frontline, agisce repellendo i parassiti adulti di zecche, pulci e pidocchi in tempi rapidi ( 24h per le pulci e 48h per le zecche) ma non uccide uova e larve. La durata della protezione è ampia: 30 giorni per le zecche e 90 giorni per pulci e pidocchi.
  • Fipronil + S-methoprene: è il principio attivo del Frontline Combo che, come sopra ha la stessa soglia di protezione. La differenza con il precedente è data dalla presenza del S-methoprene che agisce anche sulle uova, inibendo così lo sviluppo conseguente delle larve. L’azione sarà indiretta anche sull’ambiente, prevenendo la re-infestazione per almeno 8 settimane.
  • Permetrina: è il principio attivo delle pipette di Exspot, indicato per il trattamento dei principali parassiti esterni del cane (pulci, pidocchi, zecche e zanzare). Va applicato esclusivamente ai cani e a i cuccioli a partire dalle 2 settimane. Attenzione!!! E' tossico per il gatto.
  • Fipronil + Permetrina: quest'ultima altamente tossica per i gatti, è alla base degli antiparassitari per cani Frontline Tri-Act e di Virbac Effitix.
  • Imidacloprid: è l'unico principio attivo di Advantage, antiparassitario repellente per gatti in spot-on per gatti e conigli. Utile anche in caso di dermatite allergica da pulci.
  • Imidacloprid + Permetrina: è contenuto nei prodotti Advantix, da utilizzare solo per la protezione dei cani. Agisce rapidamente, in 24 ore, uccidendo le forme adulte, ha un effetto repellente fino ad esaurimento del principio. Resistente all'acqua e con validità 30 giorni.
  • Imidacloprid + Flumetrina: è la combinazione di principi attivi del collare Seresto per cani, ha un effetto anche su flebotomi, mosche, zanzare, pulci, zecche e pidocchi. Ideale per la protezione del proprio amico a 4 zampe anche contro la Leishmaniosi, offre protezione fino a 6 mesi se usato correttamente.
  • Deltametrina: è il principio attivo del collare antiparassitario per cani ScaliborLa deltametrina agisce rapidamente a contatto con il parassita. Può essere utilizzata in abbinamento al fipronil e svolge effetti multipli:

      Effetto repellente: le zanzare tendono a non avvicinarsi all'ospite.

      Effetto knock - down: gli insetti che riescono a raggiungere l 'ospite sono colpiti da incoordinazione motoria.

      Effetto anti-feeding: i segni neurologici ne impediscono l’alimentazione.

      Effetto letale: il parassita viene ucciso.

 

I RIMEDI NATURALI, FUNZIONANO?

Oggi giorno in commercio si trova una grande varietà di antiparassitari naturali. Esistono molti olii essenziali con proprietà repellenti (timo, eucalipto, citronella, geranio…), ma ricordati che non sempre tutto ciò che è naturale è privo di rischio e pericolo e ad oggi non ci sono studi che ne documentino l’efficacia sui parassiti e la sicurezza per la salute dei nostri pet. Uno dei prodotti “top” del momento è rappresentato dall’olio di Neem, al quale sono attribuite molteplici proprietà tra cui, in campo veterinario, una valida azione antiparassitaria e repellente per zanzare, flebotomi, pulci, zecche e pidocchi. Può essere usata, in preparazioni spray da nebulizzare, pura o aggiunta a shampoo.

Il limite di cui però devi tener conto è che, se l'antiparassitario chimico ha un effetto "immediato e duraturo", i prodotti naturali non sono così rapidi.Questi ultimi devono essere considerati sinergici, ovvero la loro azione per essere completa deve essere unita all’azione di altri antiparassitari.

La maggior parte di questi prodotti farà parte, come detto già in precedenza di prodotti cosmetici (avrà elenco degli ingredienti, INCI), riporteranno la scritta repellente, scudo repellente, allontana insetti… ma non conterranno nessun principio attivo efficace autorizzato dal ministero. E’importante leggere sempre bene le etichette, secondo queste nozioni, per scegliere il prodotto più adatto alla tua esigenza.

 

COME USARE GLI ANTIPARASSITARI??

Viste le loro caratteristiche, non possiamo aspettarci che questi prodotti siano innocui! Ecco quindi alcuni consigli per utilizzarli al meglio:

  •       Usa sempre il dosaggio in base al peso preciso del tuo animale
  •       Segui le modalità di utilizzo riportate in etichetta
  •       Fai attenzione a non usare prodotti per cani su altre specie e viceversa. Alcuni possono essere addirittura fatali se usati per esempio sul gatto!
  •       Non usarli mai su un soggetto malato o debilitato, chiedi prima consiglio al tuo veterinario
  •       Non utilizzare contemporaneamente diversi prodotti che altrimenti sommano la loro tossicità (esempio shampoo e collare)
  •       Arieggia l’ambiente dopo l’uso di queste sostanze
  •       Tienili fuori dalla portata dei bambini e fai attenzione al contatto col prodotto se appena somministrato all’animale
  •       Segui sempre bene le istruzioni di somministrazione, evita il contatto, usa i guanti, non inalare…
  •       Quando spruzzi il prodotto nell’ambiente, copri eventuali terrari, acquari per evitarne la contaminazione.

 

LA CLASSIFICA DEI 3 MIGLIORI ANTIPARASSITARI.

Secondo un test effettuato da Altroconsumo su 14 prodotti i 3 migliori antiparassitari, in base ad un rapporto qualità, efficacia e prezzo sono risultati essere:

 

I test non sono stati effettuati direttamente sugli animali ma si sono basati su studi e bibliografie esistenti. Questa scelta è stata attuata per evitare di dover trattare cani e gatti contaminati volontariamente.

 

Ora hai acquisito tutte le nozioni fondamentali per acquistare un buon antiparassitario. Spero di esserti stata utile.

Al prossimo appuntamento!

 

MyFamily ha partecipato alla Nomination e alla Mostra per la XXV Edizione del Compasso d’Oro con TECHLA, il sistema di incisione automatico delle medagliette, di design e manifattura italiana, costruito interamente in alluminio e progettato e disegnato per noi dalla Design Gang.

Il concorso Compasso d’Oro dell’ADI, è il più antico e prestigioso premio di design, nato nel 1954 per valorizzare il design italiano, che in questa edizione ha visto oltre 1200 prodotti candidati. Questi ultimi sono stati sottoposti ad un’accurata selezione di una giuria di esperti che ha decretato i 16 prodotti vincenti e le 56 Menzioni d’Onore.

 

TECHLA, ha reso onore a noi e a tutti i nostri clienti, rientrando nei migliori prodotti scelti per essere esposti alla mostra che si terrà fino al 26 giugno nel cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco di Milano.

Nata per offrire ai nostri clienti un servizio esclusivo, TECHLA è in grado di rendere una medaglietta in pochi minuti non solo utile ma unica e personalizzata.

Tu già la possiedi? Se confermi oggi sappi di avere tra le mani un oggetto non solo produttivo ma con un valore aggiunto riconosciuto grazie al suo Design.

Non conosci la nostra Techla? Scoprila, ti darà grandi risultati e ne sarai subito soddisfatto.

  

 

TECHLA al Compasso d’Oro 2018, il più antico e prestigioso premio di design

 

MyFamily ha partecipato alla Nomination e alla Mostra per la XXV Edizione del Compasso d’Oro con TECHLA, il sistema di incisione automatico delle medagliette, di design e manifattura italiana, costruito interamente in alluminio e progettato e disegnato per noi dalla Design Gang.

Il concorso Compasso d’Oro dell’ADI, è il più antico e prestigioso premio di design, nato nel 1954 per valorizzare il design italiano, che in questa edizione ha visto oltre 1200 prodotti candidati. Questi ultimi sono stati sottoposti ad un’accurata selezione di una giuria di esperti che ha decretato i 16 prodotti vincenti e le 56 Menzioni d’Onore.

 

TECHLA, ha reso onore a noi e a tutti i nostri clienti, rientrando nei migliori prodotti scelti per essere esposti alla mostra che si terrà fino al 26 giugno nel cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco di Milano.

Nata per offrire ai nostri clienti un servizio esclusivo, TECHLA è in grado di rendere una medaglietta in pochi minuti non solo utile ma unica e personalizzata.

Tu già la possiedi? Se confermi oggi sappi di avere tra le mani un oggetto non solo produttivo ma con un valore aggiunto riconosciuto grazie al suo Design.

Non conosci la nostra Techla? Scoprila, ti darà grandi risultati e ne sarai subito soddisfatto.

  

 

Oggi si celebra la giornata mondiale del cane in ufficio. ”Take your dog to work day” è l’occasione annuale per andare al lavoro con il proprio amico a quattro zampe. 

Quando nasce questo evento?

Questa giornata mondiale del cane in ufficio è molto recente come festa, ma ha subito preso piede in molti continenti. L’evento nasce nel 1996 nel Regno Unito dall’associazione Pet Sitter International, raggiungendo poi gli Stati Uniti e il Canada nel 1999. Oggi ormai è diventata una prassi consolidata, tanto che si calcola che un’azienda su cinque sia pet friendly e alcune permettono ai dipendenti di portare i propri cani in ufficio.

Ora probabilmente ti starai chiedendo perchè mai una persona dovrebbe portare il proprio cane in ufficio se non per un semplice vizio? Bè, un motivo c'è ed è anche valido!

Lo slogan di questo evento è “Più pets, meno stress”, perchè secondo molteplici studi la compagnia del proprio cane in ufficio riduce lo stress e aumenta produttività e soddisfazione professionale sia per i dipendenti che per l’azienda. Avere il proprio cane vicino migliora generalmente l’umore e la pressione sanguigna.

 

Ti presento Joolio! È la mascotte di MyFamily che giorno dopo giorno si impegna insieme ai dipendenti. Lui si occupa di testare la resistenza delle medagliette e controllare i movimenti del cibo nell’azienda. Joolio è libero di girare ovunque controllando il lavoro di ogni dipendente e di scorrazzare nel giardino privato dell'edificio pensato come spazio relax. Le migliori idee gli vengono lì.

E tu cosa ne pensi della presenza di cani in ufficio? Lasciaci sotto il tuo parere :)

 

Giornata mondiale del cane in ufficio

Oggi si celebra la giornata mondiale del cane in ufficio. ”Take your dog to work day” è l’occasione annuale per andare al lavoro con il proprio amico a quattro zampe. 

Quando nasce questo evento?

Questa giornata mondiale del cane in ufficio è molto recente come festa, ma ha subito preso piede in molti continenti. L’evento nasce nel 1996 nel Regno Unito dall’associazione Pet Sitter International, raggiungendo poi gli Stati Uniti e il Canada nel 1999. Oggi ormai è diventata una prassi consolidata, tanto che si calcola che un’azienda su cinque sia pet friendly e alcune permettono ai dipendenti di portare i propri cani in ufficio.

Ora probabilmente ti starai chiedendo perchè mai una persona dovrebbe portare il proprio cane in ufficio se non per un semplice vizio? Bè, un motivo c'è ed è anche valido!

Lo slogan di questo evento è “Più pets, meno stress”, perchè secondo molteplici studi la compagnia del proprio cane in ufficio riduce lo stress e aumenta produttività e soddisfazione professionale sia per i dipendenti che per l’azienda. Avere il proprio cane vicino migliora generalmente l’umore e la pressione sanguigna.

 

Ti presento Joolio! È la mascotte di MyFamily che giorno dopo giorno si impegna insieme ai dipendenti. Lui si occupa di testare la resistenza delle medagliette e controllare i movimenti del cibo nell’azienda. Joolio è libero di girare ovunque controllando il lavoro di ogni dipendente e di scorrazzare nel giardino privato dell'edificio pensato come spazio relax. Le migliori idee gli vengono lì.

E tu cosa ne pensi della presenza di cani in ufficio? Lasciaci sotto il tuo parere :)

 

I parassiti esterni che più comunemente interessano i nostri amici a quattro zampe sono pulci, zecche, zanzare e pappataci; ovviamente con delle variabili riferite alla zona in cui viviamo con il nostro animale.

Il mio obbiettivo, con quanto segue, è quello di fornirti le conoscenze di base per saper difendere al meglio il tuo cane da questi “animaletti” e per saperli affrontare senza panico.

Siamo tutti più felici quando arriva la bella stagione e con l’avvento della primavera, anche il nostro fidato amico può finalmente godere di una maggiore libertà ma bisogna avere qualche accortezza e conoscere come difendersi dai fastidiosi parassiti che si nascondono dietro a questi mesi “sorridenti”. 

 

Cos’è un parassita?

Un parassita è un organismo che vive in simbiosi con un altro dal quale ne trae vantaggio (nutrimento, protezione). Nel caso di pulci, zecche, flebotomi e zanzare abbiamo a che fare con parassiti ematofagi. La loro pericolosità è legata al fatto che, nutrendosi di sangue, con le loro punture possono fare da vettore a malattie pericolose per il tuo amico a 4 zampe, di cui alcune possono interessare anche l’uomo (zoonosi).

Per questo è importante conoscere, per avere le idee chiare su come evitare spiacevoli conseguenze.

 

Pulci, cosa sapere.

Si tratta di un piccolo parassita di colore marroncino scuro, con un corpo lungo circa 1-3 mm, diffuso in tutto il mondo, che sceglie principalmente cani e gatti, solo occasionalmente l’uomo

* sono i miglior insetti saltatori, hanno la capacità di saltare in altezza fino a 200 volte la loro lunghezza corporea

* le loro feci, potrai trovarle tra il pelo del tuo cane come piccoli puntini neri, che se messi su un foglio di carta bagnata lasceranno un alone rosso scuro, in quanto si tratta di sangue digerito.

* infestano cucce, case, canili, aiuole, giardini… e sono molto resistenti anche in assenza di animali

* sono in grado di causare allergie e pruriti importanti

* possono portare verminosi intestinali, in quanto se ingerite fanno da vettore alla tenia canina (Dipylidium caninum).

 

Come accorgerti che il tuo cane è infestato?

* Noterai che ha molto prurito, si gratta infastidito e si mordicchia le zampe, il piatto delle cosce, la zona sopra la coda.

* Potrebbe avere delle zone di vera e propria infiammazione cutanea, senza pelo, arrossate a causa dell’allergia provocata dalla saliva della pulce.

* Una prova determinante è la ricerca delle feci nel pelo o direttamente della pulce stessa.

 

Zecche

* Sono parassiti ematofagi, in grado di aumentare notevolmente le loro dimensioni corporee dopo il loro abbondante pasto di sangue, che può durare anche 10 gg

* ne esistono di due tipi: le zecche dure (quelle dei boschi e che troviamo sui cani più frequentemente, fam. Ixodidae) e quelle molli, tipiche dei piccioni (fam. Argasidae)

* infestano boschi, parchi, giardini…

* non saltano ma passano da un animale all’altro, attaccandosi rapidamente al pelo

* con la loro saliva, se infette, possono trasmettere malattie pericolose, a partire dalle 12-24 ore dopo l’attacco alla cute, come:

-ehrlichiosi

-piroplasmosi

-rickettsiosi

-anaplasmosi

-malattia di Lyme

Quindi per questo motivo è importante rimuoverle nel minor tempo possibile.


Nota importante: come staccare la zecca?

Troverete tanti pareri discordanti sulla modalità da utilizzare. Il concetto fondamentale è dato dal fatto che quando trovate sul vostro animale una zecca, è importante riuscire a toglierla integra, per far sì che questa non trasmetta con la saliva eventuali malattie e per non lasciare la testa o parte di essa, in modo da evitare una reazione cutanea successiva.

Il mio consiglio è quello di utilizzare una pinzetta, con la quale afferrerete bene la zecca il più possibile vicino alla cute, cercando di non romperla o schiacciarla. Potrete a questo punto toglierla con una leggera rotazione ed eliminarla, solo dopo averla bruciata o immersa nell’alcool. La zecca infatti, nel suo addome contiene molte uova che così facendo, non verranno liberate nell’ambiente. Nella zona della puntura, si potrebbe creare un gonfiore che scomparirà nel giro di qualche giorno.

 

Come combattere pulci e zecche?

La cosa migliore che puoi fare è prevenire, trattando i tuoi animali con l’antiparassitario adatto, somministrato a cadenza regolare nel periodo primavera-autunno. Rivolgiti quindi al tuo veterinario di fiducia, già intorno al mese di marzo per definire con cura il programma perfetto. Nel periodo invernale, con le basse temperature questi parassiti teoricamente non ci dovrebbero essere, anche se a volte si possono annidare nelle cucce, sui tappeti… quindi il trattamento in questo periodo va valutato nel caso specifico.

Devi sapere infatti che le uova, da cui poi si schiuderanno nuovi insetti, vengono rilasciate nell’ambiente quindi in caso il tuo cane sia infestato oltre al trattamento sull’animale, è buona norma disinfestare anche l’ambiente con gli appositi prodotti per evitare che il ciclo continui.


Zanzare e pappataci

* Si tratta di insetti che si cibano di sangue, presenti da aprile a ottobre

* Sono particolarmente attivi nelle ore serali e notturne

* le zanzare sono diffuse ovunque, i pappataci più nelle zone costiere del centro e del sud Italia, anche se negli ultimi anni hanno colonizzato anche regioni pianeggianti e collinari del nord.


Filaria, di cosa si tratta?

* la puntura di zanzara può trasmettere al cane, un parassita interno, filaria, che si instaura a livello cardiaco e polmonare che, se non scoperto e curato precocemente, porta a morte il cane.


Per questo nelle zone infestate, è fondamentale eseguire la profilassi, tramite compresse o con un’iniezione, in quanto è l’unica difesa che hai per proteggere il tuo animale.


I sintomi.

I sintomi che potrai notare in caso di malattia, saranno manifesti solo nel momento in cui il parassita avrà causato un danno cardiaco e/o polmonare tale da aver alterato il normale funzionamento dell’organo. Per questo in caso di una non corretta profilassi, un semplice test su sangue, vi permetterà di scoprire precocemente se il vostro animale è positivo alla malattia. Il veterinario potrà prescrivere così la cura appropriata, prima che il danno organico diventi troppo grave e irreparabile.

 

Leishmania in cosa consiste?

* il pappatacio è in grado invece di trasmettere con la sua puntura, la temuta leishmania.

* La leishmania è la terza malattia più diffusa al mondo trasmessa da vettori.

* A differenza della filariosi, da questa malattia non si guarisce, si tiene sotto controllo con la terapia farmacologica ma porta infine alla morte.

Questa malattia può colpire anche l’uomo (zoonosi) ma sempre attraverso la puntura dell’insetto infetto, ricorda che la trasmissione cane-uomo non può avvenire.


Quali sintomi notare principalmente?

* Linfonodi ingrossati

* Problemi oculari

* Problemi cutanei

* Sanguinamento nasale

* Problemi renali

* Dimagrimento

* Stanchezza

Il consiglio che voglio darti, è quello di evitare o comunque limitare il più possibile le punture di questi insetti, attraverso l’utilizzo a scadenze regolari di antiparassitari idonei (compresse, spray repellenti, spot-on, collari…) che diano una copertura efficace per tutta la stagione primavera-estate al tuo fedele amico. Vuoi saperne di più su come scegliere il miglior antiparassitario? Leggi qui. 

PREVENIRE E’ SEMPRE MEGLIO CHE CURARE!

4 PARASSITI ESTERNI DEL CANE: pulci, zecche, zanzare e pappataci

I parassiti esterni che più comunemente interessano i nostri amici a quattro zampe sono pulci, zecche, zanzare e pappataci; ovviamente con delle variabili riferite alla zona in cui viviamo con il nostro animale.

Il mio obbiettivo, con quanto segue, è quello di fornirti le conoscenze di base per saper difendere al meglio il tuo cane da questi “animaletti” e per saperli affrontare senza panico.

Siamo tutti più felici quando arriva la bella stagione e con l’avvento della primavera, anche il nostro fidato amico può finalmente godere di una maggiore libertà ma bisogna avere qualche accortezza e conoscere come difendersi dai fastidiosi parassiti che si nascondono dietro a questi mesi “sorridenti”. 

 

Cos’è un parassita?

Un parassita è un organismo che vive in simbiosi con un altro dal quale ne trae vantaggio (nutrimento, protezione). Nel caso di pulci, zecche, flebotomi e zanzare abbiamo a che fare con parassiti ematofagi. La loro pericolosità è legata al fatto che, nutrendosi di sangue, con le loro punture possono fare da vettore a malattie pericolose per il tuo amico a 4 zampe, di cui alcune possono interessare anche l’uomo (zoonosi).

Per questo è importante conoscere, per avere le idee chiare su come evitare spiacevoli conseguenze.

 

Pulci, cosa sapere.

Si tratta di un piccolo parassita di colore marroncino scuro, con un corpo lungo circa 1-3 mm, diffuso in tutto il mondo, che sceglie principalmente cani e gatti, solo occasionalmente l’uomo

* sono i miglior insetti saltatori, hanno la capacità di saltare in altezza fino a 200 volte la loro lunghezza corporea

* le loro feci, potrai trovarle tra il pelo del tuo cane come piccoli puntini neri, che se messi su un foglio di carta bagnata lasceranno un alone rosso scuro, in quanto si tratta di sangue digerito.

* infestano cucce, case, canili, aiuole, giardini… e sono molto resistenti anche in assenza di animali

* sono in grado di causare allergie e pruriti importanti

* possono portare verminosi intestinali, in quanto se ingerite fanno da vettore alla tenia canina (Dipylidium caninum).

 

Come accorgerti che il tuo cane è infestato?

* Noterai che ha molto prurito, si gratta infastidito e si mordicchia le zampe, il piatto delle cosce, la zona sopra la coda.

* Potrebbe avere delle zone di vera e propria infiammazione cutanea, senza pelo, arrossate a causa dell’allergia provocata dalla saliva della pulce.

* Una prova determinante è la ricerca delle feci nel pelo o direttamente della pulce stessa.

 

Zecche

* Sono parassiti ematofagi, in grado di aumentare notevolmente le loro dimensioni corporee dopo il loro abbondante pasto di sangue, che può durare anche 10 gg

* ne esistono di due tipi: le zecche dure (quelle dei boschi e che troviamo sui cani più frequentemente, fam. Ixodidae) e quelle molli, tipiche dei piccioni (fam. Argasidae)

* infestano boschi, parchi, giardini…

* non saltano ma passano da un animale all’altro, attaccandosi rapidamente al pelo

* con la loro saliva, se infette, possono trasmettere malattie pericolose, a partire dalle 12-24 ore dopo l’attacco alla cute, come:

-ehrlichiosi

-piroplasmosi

-rickettsiosi

-anaplasmosi

-malattia di Lyme

Quindi per questo motivo è importante rimuoverle nel minor tempo possibile.


Nota importante: come staccare la zecca?

Troverete tanti pareri discordanti sulla modalità da utilizzare. Il concetto fondamentale è dato dal fatto che quando trovate sul vostro animale una zecca, è importante riuscire a toglierla integra, per far sì che questa non trasmetta con la saliva eventuali malattie e per non lasciare la testa o parte di essa, in modo da evitare una reazione cutanea successiva.

Il mio consiglio è quello di utilizzare una pinzetta, con la quale afferrerete bene la zecca il più possibile vicino alla cute, cercando di non romperla o schiacciarla. Potrete a questo punto toglierla con una leggera rotazione ed eliminarla, solo dopo averla bruciata o immersa nell’alcool. La zecca infatti, nel suo addome contiene molte uova che così facendo, non verranno liberate nell’ambiente. Nella zona della puntura, si potrebbe creare un gonfiore che scomparirà nel giro di qualche giorno.

 

Come combattere pulci e zecche?

La cosa migliore che puoi fare è prevenire, trattando i tuoi animali con l’antiparassitario adatto, somministrato a cadenza regolare nel periodo primavera-autunno. Rivolgiti quindi al tuo veterinario di fiducia, già intorno al mese di marzo per definire con cura il programma perfetto. Nel periodo invernale, con le basse temperature questi parassiti teoricamente non ci dovrebbero essere, anche se a volte si possono annidare nelle cucce, sui tappeti… quindi il trattamento in questo periodo va valutato nel caso specifico.

Devi sapere infatti che le uova, da cui poi si schiuderanno nuovi insetti, vengono rilasciate nell’ambiente quindi in caso il tuo cane sia infestato oltre al trattamento sull’animale, è buona norma disinfestare anche l’ambiente con gli appositi prodotti per evitare che il ciclo continui.


Zanzare e pappataci

* Si tratta di insetti che si cibano di sangue, presenti da aprile a ottobre

* Sono particolarmente attivi nelle ore serali e notturne

* le zanzare sono diffuse ovunque, i pappataci più nelle zone costiere del centro e del sud Italia, anche se negli ultimi anni hanno colonizzato anche regioni pianeggianti e collinari del nord.


Filaria, di cosa si tratta?

* la puntura di zanzara può trasmettere al cane, un parassita interno, filaria, che si instaura a livello cardiaco e polmonare che, se non scoperto e curato precocemente, porta a morte il cane.


Per questo nelle zone infestate, è fondamentale eseguire la profilassi, tramite compresse o con un’iniezione, in quanto è l’unica difesa che hai per proteggere il tuo animale.


I sintomi.

I sintomi che potrai notare in caso di malattia, saranno manifesti solo nel momento in cui il parassita avrà causato un danno cardiaco e/o polmonare tale da aver alterato il normale funzionamento dell’organo. Per questo in caso di una non corretta profilassi, un semplice test su sangue, vi permetterà di scoprire precocemente se il vostro animale è positivo alla malattia. Il veterinario potrà prescrivere così la cura appropriata, prima che il danno organico diventi troppo grave e irreparabile.

 

Leishmania in cosa consiste?

* il pappatacio è in grado invece di trasmettere con la sua puntura, la temuta leishmania.

* La leishmania è la terza malattia più diffusa al mondo trasmessa da vettori.

* A differenza della filariosi, da questa malattia non si guarisce, si tiene sotto controllo con la terapia farmacologica ma porta infine alla morte.

Questa malattia può colpire anche l’uomo (zoonosi) ma sempre attraverso la puntura dell’insetto infetto, ricorda che la trasmissione cane-uomo non può avvenire.


Quali sintomi notare principalmente?

* Linfonodi ingrossati

* Problemi oculari

* Problemi cutanei

* Sanguinamento nasale

* Problemi renali

* Dimagrimento

* Stanchezza

Il consiglio che voglio darti, è quello di evitare o comunque limitare il più possibile le punture di questi insetti, attraverso l’utilizzo a scadenze regolari di antiparassitari idonei (compresse, spray repellenti, spot-on, collari…) che diano una copertura efficace per tutta la stagione primavera-estate al tuo fedele amico. Vuoi saperne di più su come scegliere il miglior antiparassitario? Leggi qui. 

PREVENIRE E’ SEMPRE MEGLIO CHE CURARE!

Stai progettando una vacanza all’estero con il tuo cane? 
Ho pensato di scrivere quest’articolo, per fornirti una guida con le informazioni essenziali da sapere per progettare la tua vacanza. Spero possa esserti utile.
Per prima cosa il tuo animale, come tutti i cittadini dell’Unione Europea, dovrà possedere un suo passaporto.


Il passaporto

Il passaporto europeo per animali da compagnia, viene rilasciato dai servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, nel momento in cui:

• l’animale sia già stato identificato con microchip o abbia tatuaggio leggibile, eseguito prima del 2011

• sia registrato all’anagrafe canina

• abbia eseguito la vaccinazione antirabbica (non prima dell’applicazione del microchip) o ce l’abbia in corso di validità.

Il passaporto conterrà tutti i dati relativi all’animale e al suo proprietario e inoltre ci saranno anche informazioni riguardanti la sua salute, vaccinazioni ed eventuali trattamenti antiparassitari effettuati.


La vaccinazione antirabbica
La rabbia è una malattia virale che colpisce animali selvatici e domestici e può essere trasmessa all’uomo (zoonosi) e ad altri animali tramite la saliva dei soggetti infetti, graffi, morsi e ferite.

Il cane, per il ciclo urbano e la volpe, per il ciclo silvestre sono considerati gli animali più interessati dalla rabbia dal punto di vista epidemiologico.

Questa malattia provoca un’encefalite acuta e una volta che i sintomi sono manifesti quasi sempre l’esito è fatale sia per gli animali che per l’uomo.

La rabbia è diffusa in tutto il mondo, ma il 95% dei decessi si verifica in Asia e Africa.

ln Italia tra 1997 e il 2008, la rabbia è stata considerata debellata ma dal 2008 sono stati nuovamente individuati casi in alcune regioni del nord-est del Paese, riferibili alla forma silvestre della malattia presente nella vicina Slovenia.  

La prevenzione negli animali domestici viene attuata attraverso la vaccinazione, che consiste in un’iniezione effettuata da un veterinario che conferisce al soggetto l’immunità per circa un anno.

La vaccinazione antirabbica, non può essere effettuata al di sotto delle 12 settimane di vita, quindi a seconda della situazione di viaggio, sarà opportuno informarsi sulle regole da seguire.

Per quanto riguarda l’entrata in Italia, non sono ad esempio previste deroghe in merito.

Quando invece si parla di vaccinazione antirabbica in corso di validità, s’intende che siano trascorsi almeno 21 giorni tra la fine del primo protocollo vaccinale e l’arrivo a destinazione dell’animale, o che il rinnovo sia stato regolarmente effettuato.

Dato che le malattie non hanno confini e che alcune, tra cui la rabbia, in determinate zone, sono state debellate o non esistono, è importante sapere che ci possono essere regole più rigide da rispettare.

Le destinazioni Regno Unito, Irlanda, Svezia e Malta ad esempio, richiedono per l’ingresso da parte di alcuni Paesi in cui la malattia ha un rischio considerato non trascurabile, misure addizionali per la rabbia oltre alla vaccinazione, come la presenza di un certificato sulla titolazione anticorpale, che assicuri al 100% l’efficacia vaccinale e la quarantena. Questa titolazione, dev’essere fatta su un campione di sangue, prelevato almeno 30 giorni dopo la vaccinazione e fatto analizzare in un laboratorio riconosciuto dalla Commissione Europea conformemente all’articolo 3 della decisione 2000/258/CE.
(Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: Titolazione anticorpi rabbia)

Essendo i tempi a volte lunghi, se stai programmando un viaggio particolare verso Paesi Terzi informati in tempo, anche 5 mesi prima, così eviterai sorprese sgradevoli, come il lasciare a casa il tuo amato compagno o rinunciare al viaggio tanto desiderato.


Documenti necessari
Se il tuo viaggio avrà come meta la Comunità Europea, dovrai possedere:

• passaporto europeo

• un certificato di buona salute, rilasciato da un veterinario

• vaccinazione antirabbica in corso di validità

Se il tuo viaggio verrà effettuato al di fuori della Comunità Europea, oltre ai documenti sopra elencati, ti potranno essere richiesti requisiti sanitari particolari e ulteriori documenti a seconda della destinazione e delle condizioni sanitarie specifiche presenti, quindi è sempre meglio consultare l’ambasciata del Paese Terzo in Italia, i servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali o il sito del Ministero della Salute.

Un esempio può essere il trattamento antiparassitario preventivo per l’echinococco multilocularis , che viene richiesto per viaggi verso Finlandia, Malta, Regno Unito, Irlanda e Norvegia, che dovrà essere somministrato da un veterinario tra le 24 e le 120 ore prima della partenza e certificato sul passaporto.

Altri due consigli importanti da valutare riguardano:

ASSICURAZIONE, in caso tu non ne sia già in possesso, considera l’eventuale necessità di stipulare una polizza per il tuo cane, che copra la responsabilità civile e le spese veterinarie, in quanto in alcuni paesi queste ultime potrebbero essere alquanto onerose

• l’obbligatorietà di avere una TARGHETTA IDENTIFICATIVA, come previsto ad esempio nei luoghi pubblici del Regno Unito e in altri paesi, riportante i dati d’ indirizzo e telefono del proprietario.

Alcuni Paesi hanno leggi molto severe, che possono addirittura prevedere periodi di quarantena, che possono separarti dal tuo cane per tempi anche lunghi. L’informazione è fondamentale!
E ricorda che il numero massimo di animali che potranno essere al tuo seguito è di 5!


Quale mezzo di trasporto?

Sarà necessario anche valutare il mezzo su cui viaggerai.

Per l’aereo, sarà necessario per sicurezza contattare la compagnia, alcune low cost ad esempio, prevedono solo il trasporto di animali guida a seguito del proprietario. La regola generale prevede che i cani di media e grossa taglia vengano sistemati in apposite cucce, adeguate alla dimensione dell’animale, impermeabili e confortevoli per il movimento dell’animale, poste nella stiva pressurizzata. Essendo questi posti limitati, è importante prenotare con largo anticipo.
I cani invece di piccola taglia, con peso entro i 10 kg, potranno viaggiare vicino al proprietario, sebbene all’interno del loro trasportino omologato.
Se il volo prevede uno scalo, informati tramite la compagnia aerea che non ci siano eventuali regole da sapere.

Per il treno, esiste invece un decalogo di buone norme comportamentali da seguire, ma in generale il cane può viaggiare con il proprietario, all’interno di un trasportino, munito di documento, microchip, vaccinazioni e trattamenti antiparassitari in regola.

Per la nave o traghetto, vige la stessa regola dell’aereo, in cui l’animale può viaggiare nel comune trasportino che abbia le giuste caratteristiche in grado di tutelare l’animale. Ma informarsi presso la compagnia è sempre la miglior cosa, per evitare sorprese spiacevoli.

Il viaggio in auto, è regolamentato dall’art.169 del nuovo codice della strada “Trasporto di persone, animali e oggetti su veicoli a motore” che al punto 6, vieta il trasporto di animali domestici che costituiscano impedimento o pericolo per la guida. Consente il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia, contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. In caso il viaggio fosse lungo, sarà necessario programmare bene le tappe, per dar modo al nostro amico di bere, di mangiare e di fare i suoi bisogni. Molta attenzione al calore, mi raccomando!

I cani guida potranno viaggiare invece sempre vicino al padrone, purchè dotati di guinzaglio e museruola. Per ogni modalità di trasporto valuta bene in anticipo che il tuo amico non soffra di mal d’auto, nave… in tal caso chiedendo un consiglio farmacologico al veterinario e utilizzando alcune semplici accortezze (come ad esempio fare delle soste, dare il cibo nei giusti tempi) renderai il viaggio più confortevole.

Come ultima precisazione, da non considerarsi meno importante, ricorda di non dimenticare eventuali medicine di cui il tuo animale fa abitualmente uso, potrebbe essere difficile reperirle soprattutto in caso di mete particolari.

Spero che tutte queste informazioni ti siano chiare e utili… Buone vacanze e al prossimo appuntamento!

Cosa sapere per andare in vacanza all'estero con il tuo cane

Stai progettando una vacanza all’estero con il tuo cane? 
Ho pensato di scrivere quest’articolo, per fornirti una guida con le informazioni essenziali da sapere per progettare la tua vacanza. Spero possa esserti utile.
Per prima cosa il tuo animale, come tutti i cittadini dell’Unione Europea, dovrà possedere un suo passaporto.


Il passaporto

Il passaporto europeo per animali da compagnia, viene rilasciato dai servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, nel momento in cui:

• l’animale sia già stato identificato con microchip o abbia tatuaggio leggibile, eseguito prima del 2011

• sia registrato all’anagrafe canina

• abbia eseguito la vaccinazione antirabbica (non prima dell’applicazione del microchip) o ce l’abbia in corso di validità.

Il passaporto conterrà tutti i dati relativi all’animale e al suo proprietario e inoltre ci saranno anche informazioni riguardanti la sua salute, vaccinazioni ed eventuali trattamenti antiparassitari effettuati.


La vaccinazione antirabbica
La rabbia è una malattia virale che colpisce animali selvatici e domestici e può essere trasmessa all’uomo (zoonosi) e ad altri animali tramite la saliva dei soggetti infetti, graffi, morsi e ferite.

Il cane, per il ciclo urbano e la volpe, per il ciclo silvestre sono considerati gli animali più interessati dalla rabbia dal punto di vista epidemiologico.

Questa malattia provoca un’encefalite acuta e una volta che i sintomi sono manifesti quasi sempre l’esito è fatale sia per gli animali che per l’uomo.

La rabbia è diffusa in tutto il mondo, ma il 95% dei decessi si verifica in Asia e Africa.

ln Italia tra 1997 e il 2008, la rabbia è stata considerata debellata ma dal 2008 sono stati nuovamente individuati casi in alcune regioni del nord-est del Paese, riferibili alla forma silvestre della malattia presente nella vicina Slovenia.  

La prevenzione negli animali domestici viene attuata attraverso la vaccinazione, che consiste in un’iniezione effettuata da un veterinario che conferisce al soggetto l’immunità per circa un anno.

La vaccinazione antirabbica, non può essere effettuata al di sotto delle 12 settimane di vita, quindi a seconda della situazione di viaggio, sarà opportuno informarsi sulle regole da seguire.

Per quanto riguarda l’entrata in Italia, non sono ad esempio previste deroghe in merito.

Quando invece si parla di vaccinazione antirabbica in corso di validità, s’intende che siano trascorsi almeno 21 giorni tra la fine del primo protocollo vaccinale e l’arrivo a destinazione dell’animale, o che il rinnovo sia stato regolarmente effettuato.

Dato che le malattie non hanno confini e che alcune, tra cui la rabbia, in determinate zone, sono state debellate o non esistono, è importante sapere che ci possono essere regole più rigide da rispettare.

Le destinazioni Regno Unito, Irlanda, Svezia e Malta ad esempio, richiedono per l’ingresso da parte di alcuni Paesi in cui la malattia ha un rischio considerato non trascurabile, misure addizionali per la rabbia oltre alla vaccinazione, come la presenza di un certificato sulla titolazione anticorpale, che assicuri al 100% l’efficacia vaccinale e la quarantena. Questa titolazione, dev’essere fatta su un campione di sangue, prelevato almeno 30 giorni dopo la vaccinazione e fatto analizzare in un laboratorio riconosciuto dalla Commissione Europea conformemente all’articolo 3 della decisione 2000/258/CE.
(Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: Titolazione anticorpi rabbia)

Essendo i tempi a volte lunghi, se stai programmando un viaggio particolare verso Paesi Terzi informati in tempo, anche 5 mesi prima, così eviterai sorprese sgradevoli, come il lasciare a casa il tuo amato compagno o rinunciare al viaggio tanto desiderato.


Documenti necessari
Se il tuo viaggio avrà come meta la Comunità Europea, dovrai possedere:

• passaporto europeo

• un certificato di buona salute, rilasciato da un veterinario

• vaccinazione antirabbica in corso di validità

Se il tuo viaggio verrà effettuato al di fuori della Comunità Europea, oltre ai documenti sopra elencati, ti potranno essere richiesti requisiti sanitari particolari e ulteriori documenti a seconda della destinazione e delle condizioni sanitarie specifiche presenti, quindi è sempre meglio consultare l’ambasciata del Paese Terzo in Italia, i servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali o il sito del Ministero della Salute.

Un esempio può essere il trattamento antiparassitario preventivo per l’echinococco multilocularis , che viene richiesto per viaggi verso Finlandia, Malta, Regno Unito, Irlanda e Norvegia, che dovrà essere somministrato da un veterinario tra le 24 e le 120 ore prima della partenza e certificato sul passaporto.

Altri due consigli importanti da valutare riguardano:

ASSICURAZIONE, in caso tu non ne sia già in possesso, considera l’eventuale necessità di stipulare una polizza per il tuo cane, che copra la responsabilità civile e le spese veterinarie, in quanto in alcuni paesi queste ultime potrebbero essere alquanto onerose

• l’obbligatorietà di avere una TARGHETTA IDENTIFICATIVA, come previsto ad esempio nei luoghi pubblici del Regno Unito e in altri paesi, riportante i dati d’ indirizzo e telefono del proprietario.

Alcuni Paesi hanno leggi molto severe, che possono addirittura prevedere periodi di quarantena, che possono separarti dal tuo cane per tempi anche lunghi. L’informazione è fondamentale!
E ricorda che il numero massimo di animali che potranno essere al tuo seguito è di 5!


Quale mezzo di trasporto?

Sarà necessario anche valutare il mezzo su cui viaggerai.

Per l’aereo, sarà necessario per sicurezza contattare la compagnia, alcune low cost ad esempio, prevedono solo il trasporto di animali guida a seguito del proprietario. La regola generale prevede che i cani di media e grossa taglia vengano sistemati in apposite cucce, adeguate alla dimensione dell’animale, impermeabili e confortevoli per il movimento dell’animale, poste nella stiva pressurizzata. Essendo questi posti limitati, è importante prenotare con largo anticipo.
I cani invece di piccola taglia, con peso entro i 10 kg, potranno viaggiare vicino al proprietario, sebbene all’interno del loro trasportino omologato.
Se il volo prevede uno scalo, informati tramite la compagnia aerea che non ci siano eventuali regole da sapere.

Per il treno, esiste invece un decalogo di buone norme comportamentali da seguire, ma in generale il cane può viaggiare con il proprietario, all’interno di un trasportino, munito di documento, microchip, vaccinazioni e trattamenti antiparassitari in regola.

Per la nave o traghetto, vige la stessa regola dell’aereo, in cui l’animale può viaggiare nel comune trasportino che abbia le giuste caratteristiche in grado di tutelare l’animale. Ma informarsi presso la compagnia è sempre la miglior cosa, per evitare sorprese spiacevoli.

Il viaggio in auto, è regolamentato dall’art.169 del nuovo codice della strada “Trasporto di persone, animali e oggetti su veicoli a motore” che al punto 6, vieta il trasporto di animali domestici che costituiscano impedimento o pericolo per la guida. Consente il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia, contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. In caso il viaggio fosse lungo, sarà necessario programmare bene le tappe, per dar modo al nostro amico di bere, di mangiare e di fare i suoi bisogni. Molta attenzione al calore, mi raccomando!

I cani guida potranno viaggiare invece sempre vicino al padrone, purchè dotati di guinzaglio e museruola. Per ogni modalità di trasporto valuta bene in anticipo che il tuo amico non soffra di mal d’auto, nave… in tal caso chiedendo un consiglio farmacologico al veterinario e utilizzando alcune semplici accortezze (come ad esempio fare delle soste, dare il cibo nei giusti tempi) renderai il viaggio più confortevole.

Come ultima precisazione, da non considerarsi meno importante, ricorda di non dimenticare eventuali medicine di cui il tuo animale fa abitualmente uso, potrebbe essere difficile reperirle soprattutto in caso di mete particolari.

Spero che tutte queste informazioni ti siano chiare e utili… Buone vacanze e al prossimo appuntamento!

 

L’anagrafe canina nazionale, è una banca dati realizzata dal Ministero della Salute nel 1991, per raccogliere i cani registrati (fino al 2004 tramite tatuaggio e successivamente dal microchip) dalle 21 regioni italiane, in un unico sistema, in modo da contrastare e prevenire il fenomeno del randagismo, del contrabbando, in particolare proveniente dall’Est e dall’abbandono di cani.

Appena il tuo cucciolo tanto atteso sarà con te, una delle prime cose da fare, obbligatoria anche per legge dal 1° gennaio 2005, sarà identificarlo tramite microchip, entro i 60 gg dalla nascita o i 10 gg dalla detenzione, pena sanzione che va dai 38 ai 232 euro.

 

  • Cos’è un microchip?

Il microchip (detto anche transponder) è un sistema d’identificazione elettronico biocompatibile, dalle dimensioni di un chicco di riso, costituito da un codice identificativo di 15 cifre, da un’antenna di comunicazione e dal vetro protettivo per l’elettronica.

L’inoculazione, avviene in modo rapido e indolore nel lato sinistro del collo, attuata da parte di un veterinario libero professionista o facente parte del Sistema Sanitario Locale, attraverso l’uso di una siringa già preconfezionata, conforme alle normative comunitarie (ISO 11784 – 11785), che arriva dalla casa produttrice riconosciuta.

 

 

E’ buona norma dopo l’inoculazione, controllare con l’apposito lettore che l’inserimento sia avvenuto correttamente, per evitare spiacevoli sorprese. E’ consigliabile, inoltre, a distanza di qualche giorno verificare l’avvenuta iscrizione all’anagrafe canina regionale, contattando direttamente l’ente preposto.

Il lettore è in dotazione dei veterinari, dei canili, delle forze dell’ordine e delle Aziende Sanitarie Locali.

Il microchip indentificherà per tutta la vita l’animale con questo codice personale a 15 cifre, unico al mondo.

Il codice identificativo dell’animale entra così a far parte di una banca dati regionale, che a scadenza mensile comunica i suoi dati ad un’anagrafe canina nazionale.

La comunicazione tra regioni e banca dati nazionale non essendo immediata, crea purtroppo ancora dei limiti nel permetterci di ritrovare velocemente il nostro animale in caso di smarrimento fuori regione. Teniamo presente che nel 2015, in Italia la stima di animali smarriti, secondo l’AIDAA ( Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) è stata di 55000 soggetti, di cui 15000 cani e di questi solo 6300 sono stati ritrovati grazie all’identificazione anagrafica.

  • Quali limiti presenta?

Ci sono paesi esteri, come per esempio il Canada, il nord dell’ USA, che inseriscono microchip non ISO, non conformi alla normativa comunitaria, questi avendo caratteristiche diverse, non vengono riconosciuti dai comuni lettori, ciò rappresenta un grosso ostacolo nel caso in cui l’animale venisse smarrito in un altro Paese.

Teoricamente, dovrebbe essere il proprietario, in caso di viaggio fuori dalla Comunità Europea o viceversa, a essere informato sulla conformità del microchip del suo amico a quattro zampe, per evitare problemi in dogana, dove non c’è obbligatoriamente la presenza di multi-lettori.

Esistono delle banche dati internazionali dove il proprietario, per sua libera scelta, può registrare il microchip del proprio animale, in caso di spostamenti all’estero, per avere maggiori probabilità di ritrovare il suo cane in caso di smarrimento.

Queste registrazioni, possono prevedere il pagamento di una tassa di iscrizione annuale. Tutto ciò, ci chiarisce ancora più le idee sulla nebulosità e sulle lacune del sistema identificativo elettronico.

Per ridurre drasticamente le attese e le preoccupazioni in caso di smarrimento è dunque sempre bene affiancare a questi importanti obblighi legali, la classica targhetta personalizzata che renderà le tempistiche e la percentuale di successo di ritrovamento del nostro pet sicuramente più rapida ed efficace.

Quindi se stai per andare in vacanza fuori regione tutto ciò è molto importante per evitare di perdere il tuo amato compagno di vita!

  • Cos’è la targhetta personalizzata?

La targhetta o medaglietta, è la classica piastrina in metallo, sulla quale vengono riportati i dati identificativi. Per la personalizzazione, i dati indispensabili saranno il nome del cane e il numero di telefono del proprietario, tutto il resto sarà di vostra libera scelta.

Quindi possiamo tranquillamente affermare che rappresenta uno dei primi oggetti da acquistare per il nostro cane, in quanto permetterà, in caso di smarrimento di ritrovarci nel modo più rapido ed efficace, evitando così spiacevoli conseguenze.

La targhetta personalizzata avrà un costo irrisorio, verrà facilmente agganciata al collare o alla pettorina del nostro cane e in qualsiasi caso, non servirà nessun accessorio particolare per leggerla.

Basterà semplicemente individuarla e leggerla!

Mi permetto quindi di dire che la medaglietta è fondamentale per il nostro pet. Non a caso, ci sono paesi nel mondo, che la rendono obbligatoria (es. Regno Unito) e addirittura, come per esempio in Germania, la consegnano gratuitamente al proprietario al momento dell’ iscrizione all’anagrafe.

La targhetta personalizzata, non deve essere quindi vista solo, come oggetto estetico, ma come strumento utile e indispensabile ad abbreviare i tempi che ci separeranno dal nostro fedele amico in caso di smarrimento.

Nel caso in cui venga trovato un cane, se non si individua una medaglietta identificativa, sarà necessario recarsi da chi è in possesso di un lettore, per verificare l’eventuale presenza di un microchip che arrivi a rintracciare il proprietario, tutto ciò non è immediato, richiede tempo e si rischia in caso di esito negativo di ritrovare il nostro amato compagno di vita chiuso in un canile, dove potrebbe anche rimanere per tempi lunghi.

Se si pensa alla vita frenetica di oggi giorno, bisogna anche considerare l’ipotesi che queste “trafile” scoraggino qualche negligente che potrebbe lasciare il nostro animale abbandonato, senza preoccuparsi di aiutarlo. Questo sarebbe ancora più grave e rischioso!

Tutto ciò non è quello che un proprietario vuole per il suo amato cane, quindi organizzatevi subito al meglio così eviterete ogni tipo di spiacevole inconveniente.

A questo proposito MyFamily ti può aiutare…

ANAGRAFE CANINA E MICROCHIP, UNA DELLE PRIME COSE IMPORTANTI DA SAPERE

 

L’anagrafe canina nazionale, è una banca dati realizzata dal Ministero della Salute nel 1991, per raccogliere i cani registrati (fino al 2004 tramite tatuaggio e successivamente dal microchip) dalle 21 regioni italiane, in un unico sistema, in modo da contrastare e prevenire il fenomeno del randagismo, del contrabbando, in particolare proveniente dall’Est e dall’abbandono di cani.

Appena il tuo cucciolo tanto atteso sarà con te, una delle prime cose da fare, obbligatoria anche per legge dal 1° gennaio 2005, sarà identificarlo tramite microchip, entro i 60 gg dalla nascita o i 10 gg dalla detenzione, pena sanzione che va dai 38 ai 232 euro.

 

  • Cos’è un microchip?

Il microchip (detto anche transponder) è un sistema d’identificazione elettronico biocompatibile, dalle dimensioni di un chicco di riso, costituito da un codice identificativo di 15 cifre, da un’antenna di comunicazione e dal vetro protettivo per l’elettronica.

L’inoculazione, avviene in modo rapido e indolore nel lato sinistro del collo, attuata da parte di un veterinario libero professionista o facente parte del Sistema Sanitario Locale, attraverso l’uso di una siringa già preconfezionata, conforme alle normative comunitarie (ISO 11784 – 11785), che arriva dalla casa produttrice riconosciuta.

 

 

E’ buona norma dopo l’inoculazione, controllare con l’apposito lettore che l’inserimento sia avvenuto correttamente, per evitare spiacevoli sorprese. E’ consigliabile, inoltre, a distanza di qualche giorno verificare l’avvenuta iscrizione all’anagrafe canina regionale, contattando direttamente l’ente preposto.

Il lettore è in dotazione dei veterinari, dei canili, delle forze dell’ordine e delle Aziende Sanitarie Locali.

Il microchip indentificherà per tutta la vita l’animale con questo codice personale a 15 cifre, unico al mondo.

Il codice identificativo dell’animale entra così a far parte di una banca dati regionale, che a scadenza mensile comunica i suoi dati ad un’anagrafe canina nazionale.

La comunicazione tra regioni e banca dati nazionale non essendo immediata, crea purtroppo ancora dei limiti nel permetterci di ritrovare velocemente il nostro animale in caso di smarrimento fuori regione. Teniamo presente che nel 2015, in Italia la stima di animali smarriti, secondo l’AIDAA ( Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) è stata di 55000 soggetti, di cui 15000 cani e di questi solo 6300 sono stati ritrovati grazie all’identificazione anagrafica.

  • Quali limiti presenta?

Ci sono paesi esteri, come per esempio il Canada, il nord dell’ USA, che inseriscono microchip non ISO, non conformi alla normativa comunitaria, questi avendo caratteristiche diverse, non vengono riconosciuti dai comuni lettori, ciò rappresenta un grosso ostacolo nel caso in cui l’animale venisse smarrito in un altro Paese.

Teoricamente, dovrebbe essere il proprietario, in caso di viaggio fuori dalla Comunità Europea o viceversa, a essere informato sulla conformità del microchip del suo amico a quattro zampe, per evitare problemi in dogana, dove non c’è obbligatoriamente la presenza di multi-lettori.

Esistono delle banche dati internazionali dove il proprietario, per sua libera scelta, può registrare il microchip del proprio animale, in caso di spostamenti all’estero, per avere maggiori probabilità di ritrovare il suo cane in caso di smarrimento.

Queste registrazioni, possono prevedere il pagamento di una tassa di iscrizione annuale. Tutto ciò, ci chiarisce ancora più le idee sulla nebulosità e sulle lacune del sistema identificativo elettronico.

Per ridurre drasticamente le attese e le preoccupazioni in caso di smarrimento è dunque sempre bene affiancare a questi importanti obblighi legali, la classica targhetta personalizzata che renderà le tempistiche e la percentuale di successo di ritrovamento del nostro pet sicuramente più rapida ed efficace.

Quindi se stai per andare in vacanza fuori regione tutto ciò è molto importante per evitare di perdere il tuo amato compagno di vita!

  • Cos’è la targhetta personalizzata?

La targhetta o medaglietta, è la classica piastrina in metallo, sulla quale vengono riportati i dati identificativi. Per la personalizzazione, i dati indispensabili saranno il nome del cane e il numero di telefono del proprietario, tutto il resto sarà di vostra libera scelta.

Quindi possiamo tranquillamente affermare che rappresenta uno dei primi oggetti da acquistare per il nostro cane, in quanto permetterà, in caso di smarrimento di ritrovarci nel modo più rapido ed efficace, evitando così spiacevoli conseguenze.

La targhetta personalizzata avrà un costo irrisorio, verrà facilmente agganciata al collare o alla pettorina del nostro cane e in qualsiasi caso, non servirà nessun accessorio particolare per leggerla.

Basterà semplicemente individuarla e leggerla!

Mi permetto quindi di dire che la medaglietta è fondamentale per il nostro pet. Non a caso, ci sono paesi nel mondo, che la rendono obbligatoria (es. Regno Unito) e addirittura, come per esempio in Germania, la consegnano gratuitamente al proprietario al momento dell’ iscrizione all’anagrafe.

La targhetta personalizzata, non deve essere quindi vista solo, come oggetto estetico, ma come strumento utile e indispensabile ad abbreviare i tempi che ci separeranno dal nostro fedele amico in caso di smarrimento.

Nel caso in cui venga trovato un cane, se non si individua una medaglietta identificativa, sarà necessario recarsi da chi è in possesso di un lettore, per verificare l’eventuale presenza di un microchip che arrivi a rintracciare il proprietario, tutto ciò non è immediato, richiede tempo e si rischia in caso di esito negativo di ritrovare il nostro amato compagno di vita chiuso in un canile, dove potrebbe anche rimanere per tempi lunghi.

Se si pensa alla vita frenetica di oggi giorno, bisogna anche considerare l’ipotesi che queste “trafile” scoraggino qualche negligente che potrebbe lasciare il nostro animale abbandonato, senza preoccuparsi di aiutarlo. Questo sarebbe ancora più grave e rischioso!

Tutto ciò non è quello che un proprietario vuole per il suo amato cane, quindi organizzatevi subito al meglio così eviterete ogni tipo di spiacevole inconveniente.

A questo proposito MyFamily ti può aiutare…

Superzoo di Las Vegas, rappresenta uno degli eventi dell’anno da non perdere per tutti i professionisti di animali domestici del mondo, che proprio qui troveranno le tendenze, le intuizioni del settore e le migliori aziende in grado di rendere il loro business unico e all’avanguardia. E’ la più grande fiera del Nord America, con circa 1000 espositori e 10.000 visitatori previsti. Per questo My Family Inc, la nostra sede americana è orgogliosa di partecipare all’evento presso lo stand 3213! Questo evento mette a disposizione tutti gli ultimi migliori prodotti che riguardano il mondo del pet, ma anche le migliori competenze e approfondimenti necessari per impostare le attività del settore della vendita al dettaglio, toelettatura, benessere animale e di quello veterinario. Superzoo incontra direttamente produttori e fornitori di nicchia faccia a faccia, per costruire solide relazioni commerciali. Dopo lo strepitoso successo dell’Interzoo di Norimberga, non vediamo l’ora di mostrare anche oltre oceano tutte le nostre novità, uniche in estetica e qualità.

Superzoo 2018, Las Vegas ci aspetta

Superzoo di Las Vegas, rappresenta uno degli eventi dell’anno da non perdere per tutti i professionisti di animali domestici del mondo, che proprio qui troveranno le tendenze, le intuizioni del settore e le migliori aziende in grado di rendere il loro business unico e all’avanguardia. E’ la più grande fiera del Nord America, con circa 1000 espositori e 10.000 visitatori previsti. Per questo My Family Inc, la nostra sede americana è orgogliosa di partecipare all’evento presso lo stand 3213! Questo evento mette a disposizione tutti gli ultimi migliori prodotti che riguardano il mondo del pet, ma anche le migliori competenze e approfondimenti necessari per impostare le attività del settore della vendita al dettaglio, toelettatura, benessere animale e di quello veterinario. Superzoo incontra direttamente produttori e fornitori di nicchia faccia a faccia, per costruire solide relazioni commerciali. Dopo lo strepitoso successo dell’Interzoo di Norimberga, non vediamo l’ora di mostrare anche oltre oceano tutte le nostre novità, uniche in estetica e qualità.

 

I negozi per animali si sono diffusi molto negli ultimi anni. La nostra percezione dell’animale domestico cambia costantemente: lo consideriamo sempre più come un membro della famiglia più che semplicemente un “animale”. Questo porta le persone titolari di pet ad “umanizzarli” dedicando loro sempre più attenzioni. Negli ultimi anni, inoltre, è in crescita il numero delle persone alla ricerca della compagnia di un animale domestico e questo si traduce in un aumento dell’offerta (ovvero di soggetti venditori).

Per i precedenti motivi aprire un negozio di animali nel 2018 può essere un’attività redditizia.

Pur essendo molteplici le motivazioni per le quali aprire un’attività, ce n'è sicuramente una che accomuna molti di coloro i quali si decidono a farlo: l’amore per gli animali.

Prima di decidere - ad ogni modo - bisognerebbe individuare un proprio elemento distintivo, mettere a fuoco il target di clienti e trovare un locale adatto. Per avere un negozio di successo, il negozio necessita di un’accurata personalizzazione dell’offerta in base alle precedenti questioni chiave.

 

Nel prosieguo di questo post voglio fornire alcune informazioni utili per l’apertura di un negozio di animali. Dal momento che il risvolto civilistico, fiscale e sanitario può essere molto articolato e specifico per ciascun comune, ti rimando al tuo consulente di impresa per aver la garanzia che la tua pratica, quando decidessi di aprire il tuo store, vada a buon fine senza alcun intoppo.

 

Requisiti per aprire un Pet Shop

Il termine “Negozio di Animali” - Pet Shop, in inglese - può rimandare a tipi di attività differenti, le quali richiedono diversi permessi ed autorizzazioni.

 

Un negozio di animali può essere principalmente di tre tipi:

  • Negozi che vendono alimenti e accessori per animali

  • Negozi che vendono animali vivi

  • Negozi che vengono fitofarmaci e antiparassitari

 

Questo significa che si può aprire un’attività che fornisce anche tutti i precedenti servizi, ma che ciascuna tipologia di questi servizi necessita delle relative abilitazioni.

 

I negozi che vendono alimenti e accessori per animali vengono regolati come un’attività commerciale normale. I mangimi per animali non sono più considerati “alimenti” di conseguenza non servono autorizzazioni sanitarie come invece accadeva in passato. Tali autorizzazioni risultano necessarie esclusivamente nel momento in cui si vuole vendere cibo per umani che può essere consumato anche da animali domestici.

 

Come pre-requisiti troviamo:

  • Non avere procedure concorsuali in corso

  • Non essere stato dichiarato fallito

  • Aver compiuto maggior età

  • Essere residente in Italia

  • Non aver riportato condanne penali o detentive o altri impedimenti legali

 

I negozi che vendono animali vivi invece richiedono più documentazione. Come prima cosa bisogna richiedere un’autorizzazione sanitaria dell’ASL competente, relativa ai servizi veterinari. All’interno di questa richiesta bisogna includere la planimetria del locale e l’elenco completo di tutti gli animali in vendita. In seguito bisogna pagare un bollettino sulla tassa di questo servizio che viene calcolato in base ai metri quadri del locale.

La richiesta dev’essere consegnata in seguito allo sportello delle attività produttive del proprio comune e non direttamente ai servizi sanitari.

 

I negozi che vendono, invece, i fitofarmaci e gli antiparassitari devono rispettare i riferimenti normativi del DPR 290-2001 (regolamento che disciplina il procedimento di autorizzazione per i prodotti fitosanitari) e la circolare del Ministero della Sanità numero 15 del 30.04.1993 (circolare che definisce le linee guida per determinare un locale idoneo). Bisogna inoltre ottenere l’abilitazione a commerciare questi prodotti e l'attestato di idoneità del locale alla vendita. Questi certificati, a differenza degli altri precedentemente citati, devono essere rinnovati ogni 10 anni.

 

In più si possono offrire servizi in aggiunta a questi soliti tre per potersi distinguere dagli altri. Tra i vari servizi aggiuntivi puoi considerare: personal trainer per cani, educatori e consulenti cinofili, toelettatura e pet sitting (in un’intervista a Carlo Monteforte, l’imprenditore siciliano esalta l’importanza dell’offerta in termini di servizi. Ti consiglio di leggerla).

 

Naturalmente la varietà di questa offerta richiede personale specializzato. Se preferisci evitare investimenti in questa direzione, puoi decidere di puntare sul servizio di incisione personalizzata delle medagliette: la macchina Techla, sviluppata e prodotto da Myfamily, è creata appositamente.

 

Iter burocratico: passaggi obbligati

L’iter burocratico per questo genere di imprese è composto da:

  • Apertura della Partita Iva

  • Apertura delle posizioni INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale) e INAIL (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro)

  • Comunicazione al sindaco di inizio attività che dev’essere fatta almeno 30 giorni prima dell’apertura. Questa dichiarazione prende nome di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e deve essere consegnata a SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) istituito presso il proprio Comune.

  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della propria provincia

 

Ricorda di tenere a mente che ci possono essere delle normative in più a seconda della regione nella quale si intende aprire l’attività, a volte anche a seconda del comune. Per questo motivo è opportuno informarsi bene presso gli appositi sportelli della propria regione e/o provincia per avere tutti i dettagli.

La licenza, in questo caso, non serve in quanto questa viene richiesta solamente per i monopoli statali.

 

Franchising

Aprire un negozio in proprio può essere impresa rischiosa. Il nome dell’attività è completamente sconosciuto, dovrai affrontare le spese relative alla progettazione degli interni, decisioni da prendere sul catalogo di prodotti ecc. Un’alternativa all’apertura di un insegna “proprietaria” è quella dell’avvio di un franchising perché questo permette a loro di aprire un negozio di un marchio già avviato. Il franchising è un contratto di affiliazione. L’azienda alla quale ci si affila si occupa di seguire passo per passo la persona che intende aprire il negozio, sia per la ricerca del locale che per tutte le pratiche burocratiche.
I contratti di franchising possono essere molti differenti tra di loro. In linea di massima, però, si possono annoverare pro e contro come segue.

 

I vantaggi presentati dal franchising sono:

  • Riduzione dei tempi di avviamento perchè il marchio e i suoi prodotti sono già conosciuti

  • Alcuni marchi garantiscono il riacquisto della merce nel caso questa non fosse stata venduta

  • Possibilità di formazione e aggiornamento da parte dell’azienda

  • Business plan

  • Supporto dei consulenti messi a disposizione dal marchio per le previsioni di guadagno e fattibilità.

  • Visibilità e promozione

  • Possibili sconti sui prodotti

 

Vi sono, però, anche dei svantaggi di scegliere di affiliarsi a un marchio. Questi sono:

  • Le Royalties (la percentuale che bisogna versare al marchio periodicamente per poter continuare ad usufruire del permesso di vendita dei prodotti). Il prezzo varia in base al volume d'affari del marchio.

  • Investimento iniziale (spesso i marchi chiedono un investimento iniziale come garanzia per poter rifornire il negozio per la prima volta o l'acquisto degli arredamenti, questa somma può essere sostanziosa da coprire)

  • Fee d’ingresso (un pagamento per poter entrare a far parte del marchio)

 

Sicuramente essere titolare della propria attività comporta tante responsabilità, ma anche tanta libertà sulle decisioni da prendere e le strategie da attuare. Puoi selezionare i prodotti che vuoi vendere e le modalità con cui commercializzare, scegliere una tua specializzazione e promuovere nel modo che preferisci il tuo marchio personale.

 

Aprire il negozio online

È possibile incrementare i propri guadagni aprendo un negozio online. Per questo è possibile affidarsi a piattaforme create appositamente per la vendita (come Amazon o eBay) oppure aprendo direttamente il tuo sito ecommerce.

Trattandosi di un commercio virtuale in grado di raggiungere persone in tutto il mondo, è consigliato specializzarsi in una nicchia o comunque proporre dei prodotti particolari. Facendo così ti puoi assicurare una base di clienti che è più probabile decidano di comprare da te.

Ricordati che Internet è vasto e offre maggiore scelta quindi provare a cimentarsi in prodotti comuni potrebbe risultare controproducente perchè non riuscirai mai a competere con i prezzi dei grandi distributori che possiedono più risorse rispetto a te.

Secondo un'intervista a Cristina Foglietti, imprenditrice esperta dell’ambito Pet, il canale digital è ormai essenziale e ciò sui cui punterà nei prossimi anni: ti suggerisco di leggere il suo contributo.

 

Conclusione

In questo articolo mi sono occupata di illustrare brevemente come avviare un negozio per animali in modo da darti un'idea su quello che ti aspetta. Non è una guida definitiva. É sempre opportuno rivolgersi ad un consulente di impresa che ha il compito di guidarti e darti le opportune garanzie.

 

Se hai già affrontato questa situazione, ed hai aperto il tuo negozio, lasciaci un commento e condividi la storia che ti ha permesso di trasformare la tua passione in un lavoro :)

 

 

Aprire un Negozio per Animali: guida introduttiva

 

I negozi per animali si sono diffusi molto negli ultimi anni. La nostra percezione dell’animale domestico cambia costantemente: lo consideriamo sempre più come un membro della famiglia più che semplicemente un “animale”. Questo porta le persone titolari di pet ad “umanizzarli” dedicando loro sempre più attenzioni. Negli ultimi anni, inoltre, è in crescita il numero delle persone alla ricerca della compagnia di un animale domestico e questo si traduce in un aumento dell’offerta (ovvero di soggetti venditori).

Per i precedenti motivi aprire un negozio di animali nel 2018 può essere un’attività redditizia.

Pur essendo molteplici le motivazioni per le quali aprire un’attività, ce n'è sicuramente una che accomuna molti di coloro i quali si decidono a farlo: l’amore per gli animali.

Prima di decidere - ad ogni modo - bisognerebbe individuare un proprio elemento distintivo, mettere a fuoco il target di clienti e trovare un locale adatto. Per avere un negozio di successo, il negozio necessita di un’accurata personalizzazione dell’offerta in base alle precedenti questioni chiave.

 

Nel prosieguo di questo post voglio fornire alcune informazioni utili per l’apertura di un negozio di animali. Dal momento che il risvolto civilistico, fiscale e sanitario può essere molto articolato e specifico per ciascun comune, ti rimando al tuo consulente di impresa per aver la garanzia che la tua pratica, quando decidessi di aprire il tuo store, vada a buon fine senza alcun intoppo.

 

Requisiti per aprire un Pet Shop

Il termine “Negozio di Animali” - Pet Shop, in inglese - può rimandare a tipi di attività differenti, le quali richiedono diversi permessi ed autorizzazioni.

 

Un negozio di animali può essere principalmente di tre tipi:

  • Negozi che vendono alimenti e accessori per animali

  • Negozi che vendono animali vivi

  • Negozi che vengono fitofarmaci e antiparassitari

 

Questo significa che si può aprire un’attività che fornisce anche tutti i precedenti servizi, ma che ciascuna tipologia di questi servizi necessita delle relative abilitazioni.

 

I negozi che vendono alimenti e accessori per animali vengono regolati come un’attività commerciale normale. I mangimi per animali non sono più considerati “alimenti” di conseguenza non servono autorizzazioni sanitarie come invece accadeva in passato. Tali autorizzazioni risultano necessarie esclusivamente nel momento in cui si vuole vendere cibo per umani che può essere consumato anche da animali domestici.

 

Come pre-requisiti troviamo:

  • Non avere procedure concorsuali in corso

  • Non essere stato dichiarato fallito

  • Aver compiuto maggior età

  • Essere residente in Italia

  • Non aver riportato condanne penali o detentive o altri impedimenti legali

 

I negozi che vendono animali vivi invece richiedono più documentazione. Come prima cosa bisogna richiedere un’autorizzazione sanitaria dell’ASL competente, relativa ai servizi veterinari. All’interno di questa richiesta bisogna includere la planimetria del locale e l’elenco completo di tutti gli animali in vendita. In seguito bisogna pagare un bollettino sulla tassa di questo servizio che viene calcolato in base ai metri quadri del locale.

La richiesta dev’essere consegnata in seguito allo sportello delle attività produttive del proprio comune e non direttamente ai servizi sanitari.

 

I negozi che vendono, invece, i fitofarmaci e gli antiparassitari devono rispettare i riferimenti normativi del DPR 290-2001 (regolamento che disciplina il procedimento di autorizzazione per i prodotti fitosanitari) e la circolare del Ministero della Sanità numero 15 del 30.04.1993 (circolare che definisce le linee guida per determinare un locale idoneo). Bisogna inoltre ottenere l’abilitazione a commerciare questi prodotti e l'attestato di idoneità del locale alla vendita. Questi certificati, a differenza degli altri precedentemente citati, devono essere rinnovati ogni 10 anni.

 

In più si possono offrire servizi in aggiunta a questi soliti tre per potersi distinguere dagli altri. Tra i vari servizi aggiuntivi puoi considerare: personal trainer per cani, educatori e consulenti cinofili, toelettatura e pet sitting (in un’intervista a Carlo Monteforte, l’imprenditore siciliano esalta l’importanza dell’offerta in termini di servizi. Ti consiglio di leggerla).

 

Naturalmente la varietà di questa offerta richiede personale specializzato. Se preferisci evitare investimenti in questa direzione, puoi decidere di puntare sul servizio di incisione personalizzata delle medagliette: la macchina Techla, sviluppata e prodotto da Myfamily, è creata appositamente.

 

Iter burocratico: passaggi obbligati

L’iter burocratico per questo genere di imprese è composto da:

  • Apertura della Partita Iva

  • Apertura delle posizioni INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale) e INAIL (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro)

  • Comunicazione al sindaco di inizio attività che dev’essere fatta almeno 30 giorni prima dell’apertura. Questa dichiarazione prende nome di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e deve essere consegnata a SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) istituito presso il proprio Comune.

  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della propria provincia

 

Ricorda di tenere a mente che ci possono essere delle normative in più a seconda della regione nella quale si intende aprire l’attività, a volte anche a seconda del comune. Per questo motivo è opportuno informarsi bene presso gli appositi sportelli della propria regione e/o provincia per avere tutti i dettagli.

La licenza, in questo caso, non serve in quanto questa viene richiesta solamente per i monopoli statali.

 

Franchising

Aprire un negozio in proprio può essere impresa rischiosa. Il nome dell’attività è completamente sconosciuto, dovrai affrontare le spese relative alla progettazione degli interni, decisioni da prendere sul catalogo di prodotti ecc. Un’alternativa all’apertura di un insegna “proprietaria” è quella dell’avvio di un franchising perché questo permette a loro di aprire un negozio di un marchio già avviato. Il franchising è un contratto di affiliazione. L’azienda alla quale ci si affila si occupa di seguire passo per passo la persona che intende aprire il negozio, sia per la ricerca del locale che per tutte le pratiche burocratiche.
I contratti di franchising possono essere molti differenti tra di loro. In linea di massima, però, si possono annoverare pro e contro come segue.

 

I vantaggi presentati dal franchising sono:

  • Riduzione dei tempi di avviamento perchè il marchio e i suoi prodotti sono già conosciuti

  • Alcuni marchi garantiscono il riacquisto della merce nel caso questa non fosse stata venduta

  • Possibilità di formazione e aggiornamento da parte dell’azienda

  • Business plan

  • Supporto dei consulenti messi a disposizione dal marchio per le previsioni di guadagno e fattibilità.

  • Visibilità e promozione

  • Possibili sconti sui prodotti

 

Vi sono, però, anche dei svantaggi di scegliere di affiliarsi a un marchio. Questi sono:

  • Le Royalties (la percentuale che bisogna versare al marchio periodicamente per poter continuare ad usufruire del permesso di vendita dei prodotti). Il prezzo varia in base al volume d'affari del marchio.

  • Investimento iniziale (spesso i marchi chiedono un investimento iniziale come garanzia per poter rifornire il negozio per la prima volta o l'acquisto degli arredamenti, questa somma può essere sostanziosa da coprire)

  • Fee d’ingresso (un pagamento per poter entrare a far parte del marchio)

 

Sicuramente essere titolare della propria attività comporta tante responsabilità, ma anche tanta libertà sulle decisioni da prendere e le strategie da attuare. Puoi selezionare i prodotti che vuoi vendere e le modalità con cui commercializzare, scegliere una tua specializzazione e promuovere nel modo che preferisci il tuo marchio personale.

 

Aprire il negozio online

È possibile incrementare i propri guadagni aprendo un negozio online. Per questo è possibile affidarsi a piattaforme create appositamente per la vendita (come Amazon o eBay) oppure aprendo direttamente il tuo sito ecommerce.

Trattandosi di un commercio virtuale in grado di raggiungere persone in tutto il mondo, è consigliato specializzarsi in una nicchia o comunque proporre dei prodotti particolari. Facendo così ti puoi assicurare una base di clienti che è più probabile decidano di comprare da te.

Ricordati che Internet è vasto e offre maggiore scelta quindi provare a cimentarsi in prodotti comuni potrebbe risultare controproducente perchè non riuscirai mai a competere con i prezzi dei grandi distributori che possiedono più risorse rispetto a te.

Secondo un'intervista a Cristina Foglietti, imprenditrice esperta dell’ambito Pet, il canale digital è ormai essenziale e ciò sui cui punterà nei prossimi anni: ti suggerisco di leggere il suo contributo.

 

Conclusione

In questo articolo mi sono occupata di illustrare brevemente come avviare un negozio per animali in modo da darti un'idea su quello che ti aspetta. Non è una guida definitiva. É sempre opportuno rivolgersi ad un consulente di impresa che ha il compito di guidarti e darti le opportune garanzie.

 

Se hai già affrontato questa situazione, ed hai aperto il tuo negozio, lasciaci un commento e condividi la storia che ti ha permesso di trasformare la tua passione in un lavoro :)

 

 

 

La 4° rivoluzione industriale è già iniziata e sta prendendo slancio, per questo lo Stato italiano ha messo a disposizione delle imprese (con una guida pubblicata dal Ministero dello sviluppo economico in data 7 Febbraio 2017) una serie di incentivi ed agevolazioni fiscali alle quali l’acquisto di una Techla o di una Techla XL da accesso.

 

#A chi si rivolgono le misure

A tutte le imprese italiane, anche le imprese individuali purché abbiano reddito di impresa a prescindere alla forma giuridica, dal numero di dipendenti e dal reddito. Quindi sono escluse le imprese e partite IVA in regime di contabilità agevolata (ad eccezione, ovviamente, delle start-up innovative).

                      

#In cosa consistono le misure

Niente soldi direttamente in tasca alle aziende ma sconti sulla detraibilità e deducibilità degli investimenti  e sugli interessi per acquistare beni strumentali. Cinque le tipologie di intervento e tutte cumulabili tra loro:

1. Sconti fiscali sulle spese di ammortamento (iper e super ammortamento); Questa in particolare è l’agevolazione alla quale si può accedere con l’acquisto di un macchinario MyFamily.

2. Interessi più bassi sui prestiti per gli acquisti di beni strumentali all’impresa (Nuova Sabatini);

3. Sconti fiscali alle Pmi che investono in Ricerca e Sviluppo;

4. Riduzione delle tasse sui redditi di impresa che derivano dallo sfruttamento dei brevetti e licenze;

5. Detrazioni fiscali sugli investimenti in start-up innovative.

 

#l’iper ammortamento nel dettaglio

Si tratta della possibilità data agli imprenditori di ottenere sconti fiscali ulteriori sull’ammortamento dei beni acquistati per migliorare, a livello tecnologico, l’azienda. Spieghiamolo bene: quando si acquistano beni strumentali,  l’imprenditore sostiene delle spese, spesso molto ingenti. La legge italiana permette già di spalmare questi costi sui bilanci degli anni successivi a quelli in cui è avvenuto l’acquisto, per un periodo necessario ad assorbire, ad ammortizzare, la spesa totale. Ad esempio comprando un macchinario del valore di “100” posso suddividere questo costo per i 5  anni successivi: ogni anno potrò considerare come spesa in bilancio di “20”. Questi “20” andranno ad abbassare la base imponibile del reddito di impresa su cui calcolare le tasse.

Con Industria 4.0 il Governo permette, se l’acquisto  viene fatto entro il 31 dicembre 2018 ovvero, entro il 31 dicembre 2019, a condizione che, entro la data del 31 dicembre 2018, il relativo ordine risulti accettato dal venditore o sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione anche in leasing,  di iper valutare quell’ammortamento annuale per un valore del 250% del valore del macchinario.

Quindi, fatta sempre “20” la spesa annuale da ammortizzare in questo caso potremo scaricare il valore annuale (“20”) + “30”!

 

#Come si accede alle agevolazioni

Si accede in maniera automatica in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione.


Questo articolo ha come scopo quello di illustrarti questa opportunità, sta a te ora decidere se approfintarne o meno. La macchina Techla - che consente di offrire servizio di qualità ai clienti ed un incremento del volume di affari di ogni pet shop - è ricompresa da questa agevolazione.

 

Agevolazioni Industria 4.0

 

La 4° rivoluzione industriale è già iniziata e sta prendendo slancio, per questo lo Stato italiano ha messo a disposizione delle imprese (con una guida pubblicata dal Ministero dello sviluppo economico in data 7 Febbraio 2017) una serie di incentivi ed agevolazioni fiscali alle quali l’acquisto di una Techla o di una Techla XL da accesso.

 

#A chi si rivolgono le misure

A tutte le imprese italiane, anche le imprese individuali purché abbiano reddito di impresa a prescindere alla forma giuridica, dal numero di dipendenti e dal reddito. Quindi sono escluse le imprese e partite IVA in regime di contabilità agevolata (ad eccezione, ovviamente, delle start-up innovative).

                      

#In cosa consistono le misure

Niente soldi direttamente in tasca alle aziende ma sconti sulla detraibilità e deducibilità degli investimenti  e sugli interessi per acquistare beni strumentali. Cinque le tipologie di intervento e tutte cumulabili tra loro:

1. Sconti fiscali sulle spese di ammortamento (iper e super ammortamento); Questa in particolare è l’agevolazione alla quale si può accedere con l’acquisto di un macchinario MyFamily.

2. Interessi più bassi sui prestiti per gli acquisti di beni strumentali all’impresa (Nuova Sabatini);

3. Sconti fiscali alle Pmi che investono in Ricerca e Sviluppo;

4. Riduzione delle tasse sui redditi di impresa che derivano dallo sfruttamento dei brevetti e licenze;

5. Detrazioni fiscali sugli investimenti in start-up innovative.

 

#l’iper ammortamento nel dettaglio

Si tratta della possibilità data agli imprenditori di ottenere sconti fiscali ulteriori sull’ammortamento dei beni acquistati per migliorare, a livello tecnologico, l’azienda. Spieghiamolo bene: quando si acquistano beni strumentali,  l’imprenditore sostiene delle spese, spesso molto ingenti. La legge italiana permette già di spalmare questi costi sui bilanci degli anni successivi a quelli in cui è avvenuto l’acquisto, per un periodo necessario ad assorbire, ad ammortizzare, la spesa totale. Ad esempio comprando un macchinario del valore di “100” posso suddividere questo costo per i 5  anni successivi: ogni anno potrò considerare come spesa in bilancio di “20”. Questi “20” andranno ad abbassare la base imponibile del reddito di impresa su cui calcolare le tasse.

Con Industria 4.0 il Governo permette, se l’acquisto  viene fatto entro il 31 dicembre 2018 ovvero, entro il 31 dicembre 2019, a condizione che, entro la data del 31 dicembre 2018, il relativo ordine risulti accettato dal venditore o sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione anche in leasing,  di iper valutare quell’ammortamento annuale per un valore del 250% del valore del macchinario.

Quindi, fatta sempre “20” la spesa annuale da ammortizzare in questo caso potremo scaricare il valore annuale (“20”) + “30”!

 

#Come si accede alle agevolazioni

Si accede in maniera automatica in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione.


Questo articolo ha come scopo quello di illustrarti questa opportunità, sta a te ora decidere se approfintarne o meno. La macchina Techla - che consente di offrire servizio di qualità ai clienti ed un incremento del volume di affari di ogni pet shop - è ricompresa da questa agevolazione.