L'importanza della personalizzazione nel mondo del PET

  

Partiamo dall’antroplogia. C’è una ragione ancestrale, quasi fosse un istinto, per cui tutti gli esseri umani hanno il desiderio di lasciare un segno nella loro esistenza.

E infatti, a testimonianza di questa esigenza che ci accomuna ai nostri antenati, sono visibili i grafiti scoperti dagli archeologi. I grafiti sono prevalentemente incisioni, spesso su metallo o pietra. Con queste incisioni personalizzate, gli uomini della preistoria comunicavano ai loro contemporanei e ai loro discendenti.

 

Muovendo da questa ipotesi (ovvero che è importante per noi tutti, lasciare un segno), e prendendola per valida (salvo detrattori :), si capisce quanto l’industria della customizzazione abbia trovato terreno fertile su cui svilupparsi.

Sono tantissime le aziende che sono nate attorno agli oggetti e gadget personalizzati di ogni materiale, forma ed impiego e questo fatto ritorna la consistenza del mercato che nasce in seno ad un concreto bisogno.

La nostra azienda specialista nella personalizzazione delle medagliette per cani e gatti - in particolare - ma anche di portachiavi e ciondoli - più in generale - ne è un’ulteriore conferma.

 

Traslando la questione della personalizzazione al mondo del Pet, la domanda che ti poni certamente è: “come posso sfruttare questo dato di fatto, a mio vantaggio?”. La risposta è nel personalizzare, ad ogni costo e tutto quello che riesci.

Puoi lavorare sulla customizzazione almeno in 3 fronti ambiti:

  • Prodotti
    Un trend che sembra accomunare molti negozianti (da un’indagine di ZooMark e Assalco), iniziato da qualche anno a questa parte e confermato nel recente passato, è la tendenza di concentrarsi sugli accessori a discapito dei mangimi. In tal senso, sei constretto ad operare delle scelte sul suo catalogo della merce che esponi. Le migliori scelte, a mio modo di vedere, dovrebbero premiare quei prodotti di cui hai ampia profondità di catalogo, più che larghezza. Per dirla in altri termini: meglio avere meno prodotti con innumerevoli varianti, piuttosto che tanti prodotti con poche varianti per ciascuno. Con un catalogo molto profondo, è facile che il cliente trovi ciò che preferisce (il colore che dona alla sua cagnolina, che sia in tinta con il nuovo cappottino, ecc.). Alla profondità di catalogo, che sembra un po’ “surrogato” della customizzazione, andrebbe accostato il mondo della personalizzazione sul punto di vendita.
    Nel caso dei nostri clienti, per esempio, abbiamo constatato che la immediata personalizzazione della targhetta per cane fa crescere di gran lunga il numero di vendite, se messa a confronto con la personalizzazione posticipata a seguito di un ordine raccolto dal negoziante. Avere, quindi, la possibilità di proporre un accessorio che venga personalizzato immediatamente stimola le vendite e la fidelizzazione del cliente. Dove possibile, quindi, opta per quei prodotti che ti danno accesso a questi benefit, quando disponibile.

  • Servizi
    Anche quello dei servizi (in particolare di dog sitting e toelettatura) sembra rappresentare un trend tra i commercianti tuoi colleghi. La personalizzazione dei servizi, per chi li eroga, è un po’ croce e un po’ delizia. Personalizzare un servizio è davvero semplice, se viene fatto su una scala ridotta di clienti. Al crescere degli utilizzatori di un servizio personalizzato - come la consegna a domicilio - diventa però importante per chi lo eroga saperlo fare conservando l’utile (utile = prezzo pagato dal cliente - costo per erogare il servizio). I servizi, poi, dovrebbero essere organizzati tenendo presente il cliente target a cui si riferiscono. Ha senso un servizio di “consulenza alimentare” ad un cliente che acquista il suo quarto pet? e un servizio a domicilio, quale raggio d’azione può aver senso che abbia? tutte riflessioni che dovrebbero essere condotte prima ancora di rendere disponibile il servizio alla clientela.

  • Esperienza di acquisto
    E’ consuetudine che i bravi baristi ricordino la consumazione preferita dei loro clienti abituali. Ce ne accorgiamo in Italia quando, al bancone del bar in attesa del nostro espresso, sentiamo il barista salutare l’ing. Rossi con un simpatico “Il solito?”.  Quello che il barista sta facendo, è personalizzare l’”esperienza di acquisto” del suo cliente. Le aziende, solitamente, per poter riuscire in questa iniziativa si dotano di software appositi (detti CRM, che sta per Customer Relationship Management) che diventano tanto più importanti, quanto più il numero di clienti si fa grande. Online si trovano molti CRM, anche gratuiti, che puoi pensare di adottare. Il CRM ti consente di personalizzare l’epserienza di acquisto del tuo cliente, appuntandoti il nome del suo amico peloso, le sue preferenze alimentari e la data della sua ultima visita in negozio. Organizzando i dati con esattezza, potrai inoltre rilevare dei raggruppamenti di clienti e scoprire quelli che sono da sviluppare o su cui conviene invece rimandare un’attività mirata. Per ottenere i dati dai tuoi clienti, hai molti modi a disposizione. Quello che negli ultimi anni si è diffuso su larga scale è quello relativo alla tessera fedeltà ma te ne possono venire in mente molti altri, pensandoci su un momento.

 

Conclusione

Quello della personalizzazione è un tema che dovrebbe stare a cuore a tutte le realtà che operano con il consumatore finale. La personalizzazione dei prodotti, naturalmente, passa dalla selezione dei fornitori che più di tutti hanno colto questa “abitudine di consumo”. Per ciò che concerne l’erogazione di serivizi personalizzati, invece, va posta la giusta attenzione per evitare che diventino un boomerang (sotto il profilo imprenditoriale).

Con la personalizzazione si dà modo al cliente di lasciare una sua traccia, un sengo che lo renda peculiare ed ineguagliabile e consenta di affermare con gratificazione la sua unicità.

 
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